La Repubblica italiana come ideologia

Riprendiamo l’articolo “Repubblica italiana come ideologia” a firma del giornalista Stefano Fontana, pubblicato oggi, mercoledì 2 Giugno, sul “Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan sulla dottrina sociale della Chiesa” che ringraziamo per la gentile concessione. «Vista attraverso lo spettro realistico della Dottrina sociale della Chiesa, la Repubblica italiana che si festeggia oggi 2 Giugno ha tutto l’aspetto di una ideologia più che di una realtà. Per questo, nonostante le Frecce Tricolori che rombano nei cieli e la vacanza che permette a molti di andare al mare, la nostra Repubblica è cosa…

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Alfiere della Repubblica premiati quattro giovani lombardi

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito 28 Attestati d’onore di “Alfiere della Repubblica” a giovani che nel 2020 si sono distinti per l’impegno e le azioni coraggiose e solidali, e rappresentano, attraverso la loro testimonianza, il futuro e la speranza in un anno che rimarrà nella storia per i tragici eventi legati alla pandemia. Accanto ai 28 Attestati d’onore sono state assegnate anche tre targhe per azioni collettive, che traggono anch’esse ispirazione dai valori di altruismo e dal profondo senso di responsabilità, in questo periodo di emergenza sanitaria.…

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Può una democrazia esistere senza partiti?

Mentre il governo Draghi inizia la sua attività in un clima di speranzosa attesa, può essere utile riflettere su alcuni temi che necessitano di approfondimenti, modifiche o semplicemente di aggiornamenti. In un precedente editoriale avevo accennato alla necessità di un momento costituente che consenta di meglio definire i rapporti tra i poteri dello Stato (governo, parlamento magistratura), necessità resa più urgente dal taglio dei parlamentari e conseguente ridisegno del parlamento come anche dalle rivelazioni sulla magistratura fatte dall’ex magistrato Luca Palamara. La domanda che ora mi pongo: è possibile una…

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La crisi etica investe anche l’informazione

Negli anni della Prima Repubblica, quelli della “balena bianca”, del collateralismo tra la Democrazia cristiana e la Chiesa, nel dibattito pubblico sull’informazione affiorava spesso il tema “giornalisti cattolici o cattolici giornalisti?”. Non erano pochi, in quel periodo, coloro che, consapevoli del ruolo svolto, si tenevano aggiornati per scrivere articoli colmi di notizie onorando così quello che allora si chiamava “il bel mestieraccio”. Negli Anni Sessanta, con un tasso di scolarità molto inferiore all’attuale, si vendevano 6 milioni e mezzo di copie di quotidiani. La credibilità dei giornali era riconosciuta dai…

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