Da chi andremo?

Da chi andremo Signore? Tu solo hai parole di vita eterna. Noi abbiamo solo parole. Parole che spesso non sono nemmeno di vita umana. Parole di guerra, di vendetta o di circostanza. Da chi andremo a ritrovar la pace se non da te solo? Dunque non chiedercelo più Signore, non chiederci più se vogliamo andarcene anche noi. Tu lo chiedi per ricordarci che siamo liberi, ma non ripeterlo. Lo spirito è forte ma la carne è debole. L’incarnazione è debole, e potrebbe dirti di sì, che ce ne andiamo. Ma da chi dovremmo andare? Forse in altre…

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In terra

«Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Già ai suoi tempi era un’espressione troppo dura ed equivoca: Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Eppure l’espressione non è nuova. Questo vangelo inizia proprio affermando che il Verbo, che è Dio, si fece carne. E cosa è mai l’incarnazione se non assumere una personalità in forma di carne e sangue? Gesù non sta certo invitando al cannibalismo. Sta piuttosto invitandoci a vivere la nostra incarnazione su questa terra come la vive lui. Nostro nutrimento…

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Stupore

Per la gioia non credevano ancora ed erano stupiti. L’abbiamo già detto e lo ripetiamo, più convinti che mai: l’unico modo di non credere è questo. Non credere da tanto grande è lo stupore. Ripetersi sempre, dirselo di continuo: Gesù è vivo! Lui mi sente, desidera comunicare con me, non vede l’ora che io mi sieda e attenda il suo arrivo in me. Se gli diamo la possibilità di manifestarsi vivo, accadrà che ne sperimenteremo la presenza. Fermiamoci, diamogli occasione, e inizieranno ad accadere cose che ci lasceranno increduli per lo…

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Così veloce così lento

Il mare era agitato ma noi lo siamo ancora di più. A volte pare proprio di remare invano, controcorrente, e i risultati tardano ad arrivare. Le situazioni non volgono al meglio e ci spaventa constatare che Dio non interviene e ci lascia in balia degli eventi. Quando si soffre il tempo non passa mai e quasi ci convinciamo che durerà per sempre. Poi all’improvviso tutto cambia: lui è lì. La barca tocca terra rapidamente perché, quando si percepisce l’intervento di Dio, tutto scorre veloce. Fin troppo veloce. La serenità è tanto bella che…

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Entusiasmo?

Quando qualcuno di altra religione manifesta apertamente il suo credo, le sue feste e le sue regole, siamo sempre tremendamente goffi. Per timore di risultare intolleranti come alcuni che sbagliano, assumiamo un atteggiamento di simpatia che spesso scivola in  vera e propria partecipazione e coinvolgimento interiore. Ognuno è libero di mostrare più interesse per la religione altrui che per la propria. Ma la domanda resta ed è proprio questa: a noi il vangelo piace davvero? Gesù di Nazareth ci incanta sì o no? È bello e fine procurare cibo adatto…

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In Albis

Otto giorni dopo. E da allora l’ottavo giorno è sempre quello della resurrezione, dell’eucarestia celebrata insieme facendo Comunione con Gesù risorto. Ma è davvero risorto? Ci possiamo credere senza dubbio? Sì, grazie all’incredulità di Tommaso e degli altri che, prima di credere, vollero toccare con mano. Benedetta incredulità! Benedetti dubbi! Così che noi oggi sappiamo di credere sull’esperienza diretta e personale dei primi evangelizzatori. Possiamo credere senza vedere, perché loro credettero dopo avere visto….https://lalocandadellaparola.com/2024/04/07/in-albis/

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Venite qui

E non restò che la barca, ormai vuota di uomini e pesci. Testimone muta di un altro segno, simile a quello di anni prima. Allora, Pietro si era gettato ai piedi di Gesù lì nella barca, tra i pesci miracolosamente pescati. Ora invece si era gettato in acqua al solo udire che era il Signore. Che bello immaginare Gesù risorto che, da solo nella penombra, raccoglie legna e accende il fuoco ed inizia ad arrostire del pesce (dove l’avrà preso?). Non siamo noi ad accendere il fuoco, Signore. Sei tu. Non siamo…

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Non resta

Sabato santo.   E poi non resta che aspettare nella fede. Attendere di constatare quanto, davanti al Dio dell’impossibile, è già accaduto. Il sepolcro è sigillato, il corpo è sotto il lenzuolo e la croce ancora intrisa del suo sangue. Ma la decisione è già stata presa in Dio: risorgere. Chi crede oggi, domani vedrà… https://lalocandadellaparola.com/2024/03/30/non-resta/

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Santìficami

Giovedì Santo. Oggi è il giorno dell’ultima cena di Gesù, la cena solenne e santa della Pasqua ebraica che lui celebrava sempre coi suoi. Quella volta però forzò il testo previsto per la liturgia e aggiunse: questo è il mio corpo, questo è il mio sangue versato per voi. Troviamo anche noi oggi la forza di ripetere le sue parole, ripetute ad ogni messa sopra il pane sopra il vino e rivolgiamole a noi stessi. Poniamo noi stessi sull’altare, offrendoci per diventare un’altra volta anche noi un Cristo incarnato in questo mondo.…

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Eppure

La prima legittima domanda è la più naturale. Come mai si risolvono sempre i problemi ammazzando la gente? Da che mondo è mondo, dai giorni di Caino e Abele, la soluzione che sembra più ovvia e più facile è quella di uccidere. La storia è storia di guerre e omicidi. Persino uomini religiosi come Caifa e come migliaia di altri, di ogni religione, concordano con questa soluzione: meglio che uno muoia piuttosto che andare tutti nei guai. Poi vi è un’altra domanda, più sottile. Come è possibile che, dopo aver constatato…

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Incarnazione

L’abbiamo accennato spesso in questi ultimi tempi. Dio compie la sua opera, crea e ricrea di continuo questo mondo, attraverso le sue creature. Tra queste, l’umanità è l’unica che può giungere ad esser consapevole di partecipare all’azione creatrice di Dio. Voi siete dèi, a mia immagine e somiglianza. Siamo anche gli unici che possono bloccare l’azione di Dio, farle resistenza e portare avanti piani personali differenti. Gesù era costantemente in contatto con Dio, costantemente cosciente d’esser su questa terra per incarnare l’idea di Dio, il “progetto creazione”. Un mondo immaginato da Dio…

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Vedere

Vogliamo vedere Gesù. Parole bellissime, le più belle che si possano pronunciare. Rare, rarissime, anche tra i cristiani. Vogliamo vedere una Chiesa forte, vogliamo vedere i preti con la veste cantar Messa in latino. Oppure vogliamo vedere una Chiesa moderna, che decide per alzata di mano cos’è peccato. Vogliamo, vogliamo, sempre vogliamo, ma mai si sente dire vogliamo vedere Gesù, vogliamo che ci parliate di lui, che ci trasmettiate il suo messaggio. Eppure, il cristianesimo non è una religione. È una persona. È seguire una persona. Diversamente non è che seguire delle regole, come…

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Studia

Hanno ragione: studiare è fondamentale. Siamo ormai circondati da pari anzi, da superiori. Nessuno più reputa l’altro degno d’ascolto, fonte di insegnamento prezioso. Nessuno più ha bisogno di studiare, tutti sanno già tutto. La saccenza domina i cervelli vuoti di chi crede di sapere tutto perché guarda qualche video su YouTube, senza nemmeno verificarne l’attendibilità. Studia! dicevano i farisei e avevano ragione. E dopo aver studiato, cerca di capire, di saperne di più. Dopo aver studiato, se hai davvero studiato, avrai capito che non basta. Perché conoscere gli altri è un mistero.…

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Quaggiù

Ognuno di noi è davvero un mistero, non solo Gesù. Crediamo di conoscere noi stessi, ma in realtà sappiamo ben poco. Potremmo risalire ai nostri più lontani avi, ma davvero servirebbe? Vi è poi chi cerca di capire chi sia stato nelle sue precedenti vite, ma a che pro? Voi certo sapete di dove sono – disse Gesù – ma non conoscete chi mi ha mandato. Io invece lo conosco. Perché il punto è questo. Non tanto sapere di dove sono e chi mi ha generato in questa terra, ma piuttosto chi mi ha invitato quaggiù…

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Nella luce

Dunque c’è una condanna, eccome se c’è. Forse un po’ diversa da come ce la immaginiamo, non fatta di diavoli e gironi danteschi, ma è pur sempre una condanna. E la condanna è rimanere al buio. Di più: rimanere al buio per propria scelta. Ritrovarsi ad essere persone che amano il buio. Amare le tenebre ed odiare la luce. Una condanna dunque che non viene da Dio, che anzi ha inviato il Figlio nel mondo perché il mondo sia salvato. La luce è venuta nel mondo e sempre viene. È l’uomo che spegne la luce,…

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Lo spaccone

L’intima presunzione di essere giusti. E quale sarà la nostra intima presunzione? Spesso poi accade il contrario che ai tizi del vangelo. Accade cioè che l’atteggiamento esterno, e non quello intimo, sia quello del presuntuoso spaccone. Dobbiamo sempre mostrarci superiori a ciò che siamo, più forti, più intelligenti, più sapienti. Nell’intimo invece vi è una presunzione sì, ma di inferiorità: non so fare nulla, sono un fallito, non valgo niente. Questo intimo disprezzo per noi stessi ci rende privi di speranza, inattivi, sordi alle belle idee che Dio continuamente suscita in noi… https://lalocandadellaparola.com/2024/03/09/lo-spaccone/

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Nel prossimo

Quando un uomo e una donna davvero si amano? Anzitutto quando credono all’amore l’uno dell’altro. Se non credo davvero che tu mi ami, se non accetto il tuo amore, non ti amo. Così, amare Dio è anzitutto credere d’essere amati da lui. Fidarsi che il suo è davvero amore infinito. Amare Dio è accettare il suo amore. Scoprire che lui è in noi, non fuori da noi. Scoprire che non serve cercare di avvicinarlo con riti sacrificali e mortificazioni perché lui è già dentro di noi e noi in lui. Ed è anche negli altri,…

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Per loro, per lui

Non fate della casa del Padre mio un mercato. Non mercanteggiate la grazia di Dio, perché l’amore non ha prezzo e Dio è amore. Non illudetevi nemmeno un istante di poter acquistare la simpatia di Dio con rituali o sacrifici, perché non c’è nessun affetto che possa essere comprato né trattenuto. Non pensiate di poterci guadagnare qualcosa essendo più praticanti di altri: Dio vi ama indipendentemente, unilateralmente, incondizionatamente. Non occorre comprare la sua presenza in voi: lui è già lì, nel vostro cuore. Piuttosto fate sforzi per diventarne voi stessi consapevoli.…

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Partì lontano

È solo quando perdi qualcuno che ti accorgi di come fosse importante. Rivedi gli errori, le occasioni perse, le parole non dette e quelle di troppo. Un uomo aveva due figli. E loro avevano un padre che valeva per i suoi soldi e una madre che non parlava mai, assente dalla vita e dal racconto. Sono quelli che Dio ci ha posto accanto i nostri migliori insegnanti. A volte proprio con le loro opposizioni e cattiverie ci spingono a cambiare. Quando la fatica è forte, siamo tentati di lasciarli per qualcuno…

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Olgiate Olona 100 mila euro per depurazione e monitoraggio acque post eventi calamitosi

Approvato l’accordo tra Regione Lombardia e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per il finanziamento dell’intervento di ripristino del sistema di sollevamento e del primo intervento all’impianto di trattamento di Olgiate Olona (Varese) in seguito a episodi calamitosi occorsi. “L’accordo – spiega Massimo Sertori, assessore regionale all’utilizzo della Risorsa idrica – disciplina le modalità di trasferimento delle risorse, pari a 100.000 euro, sul bilancio regionale e che, successivamente, saranno trasferite dalla stessa Regione al soggetto attuatore dell’intervento, ovvero al Gestore del SII (Servizio Idrico Integrato) della provincia di Varese”.…

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Trasfigurazione

Noi non ci crediamo più, non pensiamo che sia lontanamente possibile sperimentare una cosa simile. Vivendo in un mondo fatto esclusivamente di materia, non ipotizziamo nemmeno che ciò che è scritto nel vangelo di oggi sia un fatto reale. È un racconto del vangelo, cioè qualcosa fuori dalla nostra portata. Un vero peccato! Se avessimo anche un pizzico d’esperienza di meditazione silenziosa, intuiremmo che genere di fenomeno sia questo della trasfigurazione. E intuiremmo pure di che calibro fosse il maestro Gesù. Un vero praticante e un vero maestro di preghiera…

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Che teste

Scontro frontale tra due bestioni di 400 kg a 60 km/h. Chi riesce calcoli la forza dell’impatto. I duelli del bue muschiato sono uno spettacolo di testa tanto dura quanto inutile. Come quella di chi, invece di mettersi presto d’accordo con il suo avversario, va dritto allo scontro frontale. Se è tuo avversario, ci dice saggiamente Gesù, ti farà pagare fino all’ultimo spicciolo. Ti darà dello stupido pazzo fino all’ultimo filo di voce. Ti farà guerra fino all’ultimo soldato. Evitare ad ogni costo lo scontro è la miglior scelta, perché da una testa rotta esce solo orgoglio. “Una…

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Nel deserto

Molto sintetico, Marco. Non si addentra a descrivere le tre tentazioni. Però si addentra nel deserto e noi con lui. Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Misteriose parole, misterioso Spirito Santo che spinge Gesù contro Satana. Fu una bella prova anche per il povero diavolo che, come sappiamo, ne uscì con la coda tra le gambe. Ma non si diede per vinto, sarebbe tornato a tempo opportuno. E noi? Ci siamo già ritirati o nemmeno abbiamo iniziato? Elemosina, preghiera, digiuno. Ci ricordiamo quanto detto solo…

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Con loro

I malati li chiamiamo pazienti perché patiscono. Anche i dottori dovremmo chiamarli pazienti perché pazientano. È molto più bello avere a che fare con i sani, con gli intelligenti, gli interessanti, con quelli che ci fanno divertire e ci tirano su. E allora perché tu sei venuto a chiamare i malati e i noiosi, gli sbagliati e i pubblicani? Da dove ti veniva la forza di stare sempre con questo tipo di persone? Forse perché non è così: non stavi sempre con loro, stavi tanto, costantemente, con Dio-in-te, col Padre…

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Elemosina preghiera digiuno

Ci siamo già a lungo fermati su queste dispute legalistiche: perché noi digiuniamo mentre i tuoi no? Oggi ci lasciamo colpire da una parola che durante l’anno ormai si usa solo prima di esami clinici, per fare una breve comparsa spirituale in Quaresima: digiuno. Tuttavia anche in Quaresima è una parola che sa di vecchio e di volontaristico. Perché infatti digiunare? Come può Dio essere contento se mangio di meno? La domanda è però forse un’altra: come posso esser contento io, sapendo che c’è qualcuno che digiuna senza averlo scelto? Ecco che si illumina…

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Di nuovo

Lo ripete. Lo rifà di nuovo perché anche la gente ha di nuovo fame. L’evangelista Marco narra qui una seconda “moltiplicazione” dei pani e dei pesci. Era dunque abitudine di Gesù dar da mangiare agli affamati. Di nuovo. È bella questa espressione. Ci ricorda che i bisogni dell’umanità non sono soddisfatti “una tantum”. Bisogna provvedere di nuovo, di continuo. E continuo deve essere il nostro curarci degli altri. Si avvicina la quaresima e ci chiediamo: che digiuno farò? I più coraggiosi però si chiederanno: chi sta digiunando a causa mia? Di chi sento compassione al punto da…

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Effatà!

Effatà, apriti! Siamo tutti chiusi, incapaci di ascoltare ed ascoltarci. Ascoltar noi stessi, anzitutto, e gli altri. Effatà, sospiriamolo anche noi guardando verso il cielo. Effatà! Non sentiamo più nulla, né ispirazioni né emozioni né Spirito. Per questo non sappiamo più cosa dire e, se parliamo, facciamo danni. Non abbiamo più nulla da dire perché non abbiamo più nulla da ascoltare. Siamo tutti pari, tutti già bravi, tutti arrivati al top. Solo chi sa di non sapere affina l’udito e ascolta e impara e cresce. Solo chi sa di non saper parlare misura le parole, alza…

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La giornata

Momenti di cielo, momenti di terra. Guarigioni ed esorcismi, silenzio e preghiera. Alba solitaria, tramonto affollato. La giornata di Gesù era intensa, ma non lo schiacciava. Certamente piena, ma non lo travolgeva. Soprattutto, Dio c’era sempre. Era grazie al contatto costante con Lui, che tutto il resto poteva accadere. Sullo stesso vangelo https://lalocandadellaparola.com/2024/01/10/ventiquattro-ore/

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Le corse

La barca e la folla. I momenti di solitudine e intimità fraterna alternati a quelli di immersione tra la gente. Com’è importante trovare i giusti spazi! Com’è vero che non si può dimenticare d’essere uomini, non macchine instancabili. Persino la terra riposa d’inverno e dorme, per poi dare frutto. E invece noi sempre affannati, sempre col respiro alto come chi corre, come chi ha paura, come chi sta per morire. Ricordaci Signore che hai creato anche il riposo, la sosta, lo stacco. Ricordaci che il vero riposo interiore lo trova…

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E tu bambino

Questa festa ci riporta ai giorni del Natale, col piccolo Gesù presentato al tempio di Dio e l’anziano Simeone che lo definisce luce delle genti. Da qui la festa della candelora, la benedizione delle candele, che domani verranno usate per benedire la gola nella festa del suo patrono san Biagio. Luce, abbiamo bisogno di luce, di gente luminosa e illuminata. Abbiamo bisogno di gratitudine, di persone capaci di portare a Dio la propria vita in segno di riconoscenza. Sì, dobbiamo riconoscere che tutto ciò che abbiamo, cose, persone e idee, tutto è…

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Unico volo

Siamo felici di seguire un Gesù così libero, così forte di una forza interiore. La forza che gli veniva dal contatto costante con Dio dentro di sé. È lì, in Dio-in-noi che ritroviamo tutti. È lì che possiamo dialogare con chi è lontano, irraggiungibile, già passato nell’altra vita. È lì che abbracciamo chi rifiuta il nostro abbraccio, è lì che facciamo pace e benediciamo chi ci è nemico. È in noi, nel contatto interiore con Dio-in-noi, che ci accorgiamo di essere tutti connessi, tutti parte di un unico volo. Vi rimando…

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Calmati

Che invidia! Dormire tranquillo durante una tempesta, mentre le onde si rovesciano nella barca. E dormire non solo per la stanchezza, ma per la fiducia in Dio. La nostra testa è sempre agitata, il nostro cuore sempre impaurito. Pensieri e preoccupazioni si affollano rubandoci il sonno e la serenità. Ci pare che gli altri non si accorgano di nulla e vorremmo gridare non vi importa di me? Abbiamo bisogno di imparare a respirare, a dire a questo mare di pensieri Taci, càlmati! È vero, non abbiamo ancora fede. Non riusciamo e trovare in te, Signore, la nostra pace…

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Ospiti

Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno. Senza chiedere né rifiutare, perché è giusto dare a tutti la gioia di preparare per te qualcosa di buono. In foto vedete l’ospitalità del popolo di Manseu, a Timor Est, che raggiunsi l’agosto scorso sul monte Ilimanu. Tutto il villaggio era in fermento per prepararmi il caffè. E tutti erano lì, a guardarmi bere, per scorgere sul mio viso ogni minima traccia di gradimento. Chi le scorderà mai quelle tovaglie, quelle tazzine cinesi col bordino dorato, procurate con chissà…

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In sé

Lui era in una casa, ma i suoi dicevano che era fuori. Fuori di sé. Eppure il maestro insegnò sempre l’opposto, cioè ad essere in sé. Gesù è il maestro del rimanere in se stessi e del rimanere in lui. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato (Gv 15). Gesù era costantemente in sé ed era proprio in sé che trovava Dio. Quel Dio buonissimo che lui chiamava Padre e di cui si percepiva Figlio. Siamo noi che…

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Voglio pace

Facciamo un’eccezione e fermiamoci oggi sulla prima lettura, presa dall’antico testamento. Un racconto comico quanto serio ed emozionante. Una pagina di Bibbia che amo, perché in quella grotta ci andai davvero, anni fa, alle sorgenti di Engaddi, in Israele (in foto). Una caverna dove quel giorno entrò re Saul per coprire i suoi piedi, che è un modo elegante per dire “fare i suoi bisogni”. E non si accorse che il fondo della caverna era occupato nientemeno che da Davide e i suoi uomini. Il giovane Davide a cui Saul stava dando una…

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Ispra, al via lo smantellamento del reattore di ricerca

“L’accordo che sarà firmato oggi tra JRC e Sogin per lo sviluppo e l’attuazione di una strategia comune da applicare allo smantellamento nucleare e alla gestione dei rifiuti è il risultato di un percorso basato su tecnologia, innovazione e visione. Il risultato dell’intelligenza di donne e uomini che lavorano con passione, energia e competenza. Il tema del decommissioninge dellagestione dei rifiuti radioattivi è strategico per l’intero continente europeo e deve essere affrontato a livello comunitario, mettendo in rete tutte le esperienze e le competenze dei singoli Paese. Il futuro sono le centrali a fusione nucleare in…

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Vedrete

Uno dei due discepoli di Giovanni Battista che avevano seguito Gesù, era Andrea, fratello di Simon Pietro. E l’altro chi era? Probabilmente era chi scrisse questa pagina, Giovanni l’evangelista. Una testimonianza diretta, lucida dopo anni, precisa persino nell’annotare l’ora in cui i due andarono e videro dove dimorava Gesù: circa le quattro del pomeriggio. Dunque Giovanni e Andrea, colleghi di pesca con i rispettivi fratelli (Giacomo e Simone) e padri (Zebedeo e Giona), erano entrambi discepoli del Battista. Erano dunque dei pescatori e certo non frequentavano la facoltà teologica di Gerusalemme, ma ciò non…

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Dal tetto

Probabilmente siamo ancora nella casa di Pietro e Andrea, dove Gesù guarì la suocera di Pietro. Una casa che ormai è assediata dalla folla, scoperchiata da chi vuole raggiungere Gesù ad ogni costo per salvare un amico. Una casa in cui si annuncia la Parola, quella Parola che quando è sulla bocca di Gesù accade all’istante. Una casa in cui risuona la più bella parola che si possa udire: Figlio, ti sono perdonati i peccati. Vero, verissimo: solo Dio può perdonare i peccati. Ma se diveniamo consapevoli che Dio abita…

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Uscendo dall’acqua

Quando dovremo decidere noi, collocheremo questa festa d’estate. Celebrare il battesimo di Gesù all’indomani del Natale e dell’Epifania è perlomeno fuorviante perché ci rende naturale immaginare il battesimo di Gesù bambino, magari con i parenti e qualche invitato. Nulla di tutto ciò. Giovanni Battista immergeva (= battezzava) nel Giordano la gente desiderosa di cambiare vita. Gente che non conosceva ancora Gesù, che Giovanni stesso attendeva con fede: Viene dopo di me colui che è più forte di me, egli vi battezzerà in Spirito Santo.  In questa pagina di Marco è narrato…

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I Magi

Offrirono tre doni, ma quanti erano loro, i Magi, non lo sappiamo. Forse partirono in molti ed arrivarono a Betlemme in pochi. È tanto facile scoraggiarsi, lasciar spegnere l’entusiasmo e smettere di camminare. Almeno imparassimo a concludere, a lasciarci salutando, decidendo di dire basta. Macché, si smette semplicemente, si tace, non si cammina più, non si parla più. i si stacca dal gruppo e si sparisce. Forse invece i Magi alla partenza non erano che tre o quattro, magari derisi o salutati da un “buona fortuna” carico di sarcasmo. Non sempre si viene capiti…

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