Cinquant’anni fa, il 6 maggio 1976, alle 20.59, con epicentro a Majano del Friuli, la terra tremò per quasi un minuto sino a raggiungere la magnitudo 6.4, pari al 10° grado della scala Mercalli. Le scosse devastarono il Friuli facendo sparire decine di paesi sotto le macerie. L’Ana intervenne subito, consapevole dell’urgenza di portare aiuto ai “Fradis furlans”, fratelli friulani, contribuendo alla prima fase di interventi. L’allora presidente nazionale, Franco Bertagnolli, propose di creare undici cantieri di lavoro, coinvolgendo le Sezioni. A meno di un mese di distanza furono costituiti i…
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Zamberletti, mezzo secolo di storia l’uomo che ha disegnato la protezione del territorio
A cinquant’anni dall’impegno che ha segnato una svolta nella gestione delle emergenze in Italia, la Provincia promuove un ciclo di incontri dedicati alla figura di Zamberletti, padre della moderna Protezione Civile. L’iniziativa si articola in quattro appuntamenti sul territorio, con l’obiettivo di valorizzare la memoria istituzionale e il ruolo della Protezione Civile, rafforzando il legame tra comunità locali e cultura della prevenzione. «Ricordare Zamberletti – sottolinea il Presidente della Provincia – significa riconoscere il valore di un modello che ha cambiato il modo di affrontare le emergenze, mettendo al centro…
LeggiLa “Tenda della Comunità”: il ricordo di Monsignore Malnati a 50 anni dal terremoto in Friuli
Cinquant’anni non bastano a cancellare il rumore della terra che trema, ma non bastano nemmeno a spegnere il ricordo di una solidarietà che si fece carne e spirito tra le macerie. Monsignore Malnati, ci accoglie con la memoria ancora viva di quei giorni del 1976, quando da giovane assistente della FUCI partì da Trieste con quattro auto e una missione incerta, ma necessaria. In questa intervista, ripercorre i sentieri di Torlano e Chialminis, raccontando di come un popolo ferito seppe trasformare una tenda militare in un’aula di preghiera, di cultura…
LeggiZamberletti e la nascita della Protezione Civile: quando la solidarietà dei cittadini è diventata sistema
Il terremoto del 1976 che travolse il Friuli, è stato una delle pagine più dolorose della storia recente del nostro Paese. Una sequenza infinita di tremende scosse, iniziate la sera del 6 Maggio ai piedi del Monte San Simeone e culminate nello sciame sismico di Settembre che abbattè ciò che il primo sommovimento aveva risparmiato. Il bilancio, drammatico, fu di 1.000 morti, 3.000 feriti e un tessuto economico devastato con 18.000 case distrutte e 6.500 imprese in ginocchio. Attraverso interviste esclusive e testimonianze dirette, Vareseinluce ripercorre la mobilitazione dei soccorritori…
LeggiVaresini nella tragedia del terremoto del Friuli: il racconto di Angelo Galmarini Alpino tradatese
Il terremoto del 1976 che travolse il Friuli, segnando una delle pagine più dolorose della storia del nostro Paese. Una sequenza infinita iniziata la sera del 6 Maggio ai piedi del Monte San Simeone e culminata nello sciame sismico di Settembre, capace di abbattere ciò che la prima scossa aveva risparmiato. Il bilancio, ancora oggi drammatico, parla di 1.000 morti, 3.000 feriti e un tessuto economico devastato: 18.000 case distrutte e 6.500 imprese in ginocchio. Attraverso interviste esclusive e testimonianze dirette, Vareseinluceripercorre la mobilitazione dei soccorritori varesini, protagonisti di una…
LeggiVaresini nella tragedia del terremoto del Friuli i ricordi del Bersagliere Antonio Catalano
Il terremoto del 1976 che travolse il Friuli, è stato una delle pagine più dolorose della storia recente del nostro Paese. Una sequenza infinita di tremende scosse, iniziate la sera del 6 Maggio ai piedi del Monte San Simeone e culminate nello sciame sismico di Settembre che abbattè ciò che il primo sommovimento aveva risparmiato. Il bilancio, drammatico, fu di 1.000 morti, 3.000 feriti e un tessuto economico devastato con 18.000 case distrutte e 6.500 imprese in ginocchio. Attraverso interviste esclusive e testimonianze dirette, Vareseinluce ripercorre la mobilitazione dei soccorritori varesini,…
LeggiA 50 anni dal terremoto del Friuli le testimonianze dei varesini coinvolti nei soccorsi
Il terremoto del 1976 che travolse il Friuli, è stato una delle pagine più dolorose della storia recente del nostro Paese. Una sequenza infinita di tremende scosse, iniziate la sera del 6 Maggio ai piedi del Monte San Simeone e culminate nello sciame sismico di Settembre che abbattè ciò che il primo sommovimento aveva risparmiato. Il bilancio, drammatico, fu di 1.000 morti, 3.000 feriti e un tessuto economico devastato con 18.000 case distrutte e 6.500 imprese in ginocchio. Attraverso interviste esclusive e testimonianze dirette, Vareseinluce ripercorre la mobilitazione dei soccorritori varesini, protagonisti di una catena di aiuti dai quali sarebbe…
LeggiVarese e Friuli un legame indissolubile nel segno di Giuseppe Zamberletti
Lunedì 26 Gennaio, in occasione dell’anniversario della scomparsa dell’Onorevole Giuseppe Zamberletti, la Provincia di Varese celebrerà il legame di Zamberletti con la sua terra d’origine dedicandogli l’opera “Vele” (2009) del Maestro Vittore Frattini, simbolo di slancio e rinascita, che si trova all’ingresso di Villa Recalcati, sede della Provincia di Varese e della Prefettura.Un atto che non è solo culturale, ma un tributo verso il 50° Anniversario del terremoto del Friuli, ricordando che la Protezione Civile moderna è nata dalla lungimiranza di un varesino. Mentre a Gemona del Friuli, sabato 24…
LeggiEra il primo maggio 1945 l’inizio della fine della Venezia Giulia
Proponiamo e pubblichiamo articolo di Lorenzo Salimbeni, responsabile comunicazione Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, che ringraziamo per la gentile concessione, relativo al primo Maggio 1945 nelle terre del confine orientale, che segnò un periodo di sequestri, esecuzioni sommarie e uccisioni. La stima delle vittime, come riporta l’articolo, raggiunse la cifra di 10.000 persone. Dopo il 25 aprile 1945 raggiunse il culmine quella che gli storici hanno poi chiamato la corsa per Trieste. Da una parte le truppe angloamericane inseguivano i tedeschi in ritirata e volevano il capoluogo giuliano per…
LeggiStoria dei cosacchi in Carnia e Alto Friuli
L’occupazione dei cosacchi in Carnia e nell’Alto Friuli” il tema affrontato giovedì 12 Novembre all’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, riguarda l’occupazione della Carnia e zone dell’alto Friuli da parte dei cosacchi negli ultimi nove mesi della seconda guerra mondiale, relatore dell’incontro Claudio Giraldi. di Claudio Giraldi Fra l’ottobre del 1944 e l’aprile del 1945 decine di migliaia di cosacchi e di caucasici, trasportati dalla Russia e dall’Europa orientale, vennero a insediarsi nell’Alto Friuli e nella Carnia, spesso con una difficile convivenza con le popolazioni locali. Erano stati mandati dai tedeschi…
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