Don Piero Roveda ospite alla Fondazione Raimondi di Prospiano di Gorla Minore

Il suo impegno per la comunità è stato copioso ed encomiabile, proporzionale al bene che le ha voluto e le vuole.

Ora però, don Piero Roveda, nella comunità pastorale olgiatese da dieci anni dopo essere stato parroco, tra le altre, di Fagnano Olona e Busto Garolfo, sta per affrontare una nuova tappa del suo itinerario pastorale. Si è infatti trasferito alla fondazione Raimondi di Prospiano di Gorla Minore “accompagnato – si legge all’interno del bollettino parrocchiale della comunità olgiatese – dai parenti e dai sacerdoti”. 

Don Piero necessita infatti di essere sottoposto a particolari cure a motivo del suo stato di salute. E, specifica sempre il bollettino, alla fondazione Raimondi “potrà essere assistito in ogni momento del giorno e della notte da personale competente e specializzato”.  Ma il fatto che il domani di don Piero sia a Gorla Minore non allenterà minimamente il legame che si è instaurato tra lui e la comunità olgiatese. Un legame d’amore e di preghiera.

“Don Piero non abiterà più nella sua Olgiate – si legge ancora – ma siamo convinti che il suo cuore e il suo pensiero torneranno al di là dell’Olona, verso chi gli vuole ancora molto bene. In questo periodo, cautela e prudenza saranno indispensabili e dovremo evitare le visite in casa e poi in residenza, quando la situazione sarà tornata alla normalità don Piero ci accoglierà tutti a braccia aperte nella sua nuova casa e lo potremo invitare nuovamente a celebrare una Santa Messa di saluto tra abbracci e strette di mano”. La comunità pastorale ha donato a don Piero, che quest’anno festeggia il suo sessantaduesimo anno di sacerdozio, una stola”che userà – si legge ancora sulle colonne del bollettino – per la concelebrazione con gli altri confratelli sacerdoti presenti nella casa, continuando così a rendere lode a Dio per il dono del ministero da prete contento”. 

La comunità parrocchiale di Olgiate Olona dà quindi al suo amato don Piero un arrivederci a presto ringraziandolo “per tutto il bene fatto tra noi” e chiedendo di ricordarla nella preghiera. 

Cristiano Comelli ©

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