Affiorano i luciferini disegni del Deep State

Un’immersione totale nel “deep state” planetario hanno fanno i 130 partecipanti al convegno annuale dell’ “Osservatorio internazionale cardinale Van Thuan sulla dottrina sociale della Chiesa” i quali sono rimasti incollati alla sedia, l’intero giorno di sabato 18 Novembre, in una sala di Villa San Fermo dei Padri Pavoniani a Lonigo (Vicenza).

Tutte dense e di alto profilo le relazioni presentate dopo la magistrale introduzione dell’arcivescovo emerito di Trieste, Giampaolo Crepaldi, che ha svolto il tema: Le risposte della dottrina sociale della Chiesa ai moderni “arcana imperi”.

Il ventesimo anniversario di vita dell’Osservatorio ha dato l’occasione a Stefano Chiappalone della redazione del mensile “La Bussola”, diretto da Riccardo Cascioli, di intervistarne il fondatore, monsignor Crepaldi, che ha rievocato la figura del cardinale Van Thuan, del quale era stato stretto collaboratore al Pontificio Consiglio “Giustizia e Pace” e al quale è stato appunto intestato l’Osservatorio, per l’esemplare testimonianza di fede dimostrata nei 13 anni vissuti nelle prigioni vietnamite.

Dal canto suo il professor Stefano Fontana, direttore dell’Osservatorio, ha sinteticamente illustrato i capitoli principali del Quindicesimo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo pubblicato con l’eloquente titolo: “Deep State planetario: la politica manovrata dall’ombra” (pagg. 250, € 16,00), per la stesura del quale, giova ricordare, hanno collaborato prestigiosi Centri di ricerca nazionali ed esteri.

Nel pomeriggio i lavori sono stati coordinati da don Samuele Cecotti, vicepresidente dell’Osservatorio, il quale ha interloquito con i tre relatori.

Maurizio Milano, analista economico e saggista, s’è soffermato su “Forum di Davos: la politica globale governata dal privato”; Ivo Colozzi, professore Alma Mater, Bologna, ha risposto all’interrogativo “Apertura delle istituzioni al terzo settore equivale a più democrazia?”, mentre Paolo Bellavite, professore associato di patologia generale, ha approfondito la questione delle “Politiche sanitarie governate dall’ombra”.

Per riassumere brevemente, a beneficio del lettore, l’argomento oggetto del convegno e approfondito in modo più articolato dal Quindicesimo Rapporto, usiamo le parole del presidente del Movimento cristiano lavoratori, Antonio Di Matteo, che nell’Indirizzo di saluto annota come «nelle democrazie di oggi facciamo spesso l’esperienza di notare che le cose di fondo non cambiano con il cambiare delle maggioranze parlamentari e dei governi. Cambiano i dettagli, ma è ormai molto difficile trovarsi di fronte a grandi e coraggiose scelte politiche.

Le spiegazioni di questa diffusa sensazione possono essere molte, e tra esse c’è anche quella del “Deep State”, ossia di una rete di poteri che condizionano i poteri istituzionali e ne limitano il raggio d’azione.

Non si tratterebbe solo dei condizionamenti connessi con la storia passata, con i legami intrapresi, con le scelte politiche di ieri che gettano la loro ombra anche su quelle di oggi e di domani.

Se ci si limitasse a questo non si potrebbe parlare di “Deep State”.

Si tratta piuttosto dell’esistenza di gruppi di potere di vario genere, spesso dotati di una omogeneità culturale sotto il segno della progressismo liberal, che condizionano dall’ombra l’operato dei poteri formalmente costituiti». In altre parole urge puntare i riflettori su un tema esistenziale per miliardi di persone minacciate da una stretta oligarchia animata da luciferini disegni.

«Un elemento fondamentale è l’omogeneità culturale di tali attori», sono ancora parole di Di Matteo che facciamo nostre, «e questo spiega la loro convergenza verso una destrutturazione sociale, etica e religiosa, come purtroppo dobbiamo constatare».

Sul Rapporto avremo presto modo di tornare.

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