Mattei: da trent’anni l’Italia è in vendita

Ugo Mattei, 61 anni, torinese, apprezzato giurista e accademico, è persona risoluta e diretta nel parlare. Crede in ciò che fa e dice. Non ha cercato la notorietà, che però ha raggiunto proprio per ciò che fa e dice.

Ha due cattedre: Diritto internazionale all’Università di Torino e Diritto internazionale e comparato all’Università della California.

Nei mesi della pandemia è andato contro corrente mostrando i limiti e l’insensatezza del certificato verde e dell’obbligo vaccinale, anticipando largamente il parere della magistratura e del Bundestag tedeschi che si sono pronunciati per l’abrogazione.

Proprio le sue tesi, in punto di diritto, contro le restrizioni imposte a chi non è vaccinato, ne hanno fatto un simbolo. Insieme ad altre personalità di area progressista – Massimo Cacciari, Carlo Freccero, Giorgio Agamben, membri della Commissione Du.Pre (Dubbio e Precauzione) – ha fondato il nuovo Cnl (Comitato di liberazione nazionale).

Lo abbiamo avvicinato per avere la sua opinione su un tema molto serio, il diritto di dissentire, sul quale si sofferma a lungo anche nel suo più recente libro, “Il diritto di essere contro”.

Green pass e obbligo vaccinale: che fine ha fatto la Magistratura italiana?

In Italia esiste un grave problema generato prima di tutto dall’abbandono della principale funzione di garanzia da parte della Presidenza della Repubblica da Napolitano a Mattarella. Il presidente è a capo del CSM (Consiglio superiore della magistratura) e così si spiega, in parte, il clima di paura dei magistrati. Ma qualcosa si muove. La giurisprudenza ha i suoi tempi e resta una forza viva del diritto se gli attori civili continuano a provarci. Ora per esempio la Corte Costituzionale dovrà decidere sull’ obbligo vaccinale per il personale sanitario.

Ha la sensazione che gli italiani abbiano compreso che il green pass è uno strumento di controllo sociale e non di prevenzione per tutelare la salute?

No gli italiani no hanno affatto capito. Oggi il green pass precarizza i diritti costituzionali fondamentali come ieri il “jobs act” (la riforma del diritto del lavoro) lo ha fatto per quelli sociali sempre utilizzando il ricatto. È ciò che provo a spiegare ne “Il diritto di essere contro”, il mio ultimo libro.

Draghi, Biden, Speranza e Fauci, asse che rende l’Italia sempre più subalterna all’America; il Bel Paese non avverte qualche pericolo?

Dai primi anni Novanta l’ Italia è in vendita. Abbiamo vinto una storica battaglia col referendum del 2011 ma dopo sono stati messi in campo, come sicari economici (nel senso di John Perkins), prima Monti poi Renzi e infine di nuovo Draghi in veste diversa. Col green pass Draghi ha posto i dati sensibili degli italiani a collaterale di un nuovo folle indebitamento da 500 milioni al giorn. Ci sta portando allo sfascio economico in modo che si debba ricorrere al MES (Meccanismo europeo di stabilità), dopo la sua fuga, ovviamente e ridotti a soccombere come la Grecia. Serve un’ opposizione sociale forte, autorevole e ben collegata

Lei è stato molto esplicito definendo Draghi persona autoritaria. Gli italiani sono affascinati dall’uomo forte, dal leader che risolve i loro problemi. È un problema di pigrizia mentale o un fenomeno di stordimento accentuato dalla soffocante presenza dei social?

Ci sono entrambi gli aspetti. Draghi è forte coi deboli ma debole coi forti. Sciascia direbbe che è un quaquaraqua umanamente. Politicamente un brutale sicario economico che fa l’interesse dell’iperatlantismo con cui Wall Street sta distruggendo l’ Europa. Viene percepito come uomo forte, Io penso sia una persona incompetente per il ruolo politico di presidente del Consiglio

Due anni di pandemia hanno ulteriormente indebolito i già fragili valori democratici. Il distanziamento sociale è stato uno dei passaggi necessari per realizzare quel great reset auspicato da molti frequentatori del Forum di Davos?

La partita sul grande reset e sulla costruzione del “fascismo del XXI” secolo è in onda in Ucraina.

Vaccinati e non vaccinati, putiniani e antiputiniani: due facce di una stessa medaglia per tenere alte le divisioni nel popolo italiano.Chi non si allinea alla narrazione dominante è un complottista. Per cambiare rotta ha qualche suggerimento?

Studio, impegno, serietà autorevolezza. La Commissione Du.Pre sta facendo un grande lavoro su questo piano. Il CLN ha il compito di popolarizzare un metodo radicalmente democratico tramite i nostri “caucus”. Dobbiamo capire che il CLN siamo tutti noi, quelli che sono consapevoli del degrado democratico e vogliono tirarsi su le maniche per ovviare a tale degrado, in modo autogovernato, senza capi o capetti.

Viviamo ancora in uno Stato di diritto? Non ha l’impressione che Napolitano e Mattarella abbiano interpretato il loro ruolo in modo più ampio rispetto ai loro predecessori? L’unità della nazione, affidata al capo dello Stato dall’art. 87 della Costituzione, è stata diligentemente protetta nell’ultimo decennio?

Il tradimento costituzionale delle istituzioni di garanzia è la tragedia del momento. Sia quelle formali di cui alla mia prima risposta, che quelle informali come i giuristi costituzionalisti. Proprio per gridare ciò forte e chiaro ho scritto “Il diritto di essere contro”.

(crediti fotografici generazionifuture.org)

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