Busto Arsizio, “l’inno svelato” la Fanfara dei Bersaglieri porta i segreti del canto degli Italiani a scuola

Per far conoscere agli studenti il significato delle parole dell’Inno nazionale e la storia della musica che le accompagna la Fanfara dei Bersaglieri di Lonate Pozzolo organizza a Busto Arsizio ‘L’Inno svelato’.

L’appuntamento è per venerdì 6 novembre alle 10.30 in Sala Tramogge, dove Michele D’Andrea incontrerà i ragazzi di alcune scuole cittadine. Già dirigente del Quirinale e studioso di musica risorgimentale, D’Andrea illustrerà anche le differenze tra il ritmo voluto da Michele Novaro e quello che si ascolta oggi in molte cerimonie.

L’incontro rientra nelle celebrazioni del 4 novembre, Giornata dell’Unità nazionale. Regione Lombardia ha contribuito attraverso il bando per le associazioni combattentistiche, d’arma e delle Forze dell’Ordine.
Alla conferenza stampa di presentazione dell’evento è intervenuta oggi l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso.

“Questa iniziativa – ha sottolineato Caruso – permette di raccontare agli studenti di Busto Arsizio che cosa significava, nel 1847, chiamare ‘fratelli’ gli italiani di un Paese ancora diviso. Mameli aveva appena vent’anni quando scrisse l’Inno che oggi cantiamo e per l’unità si battè in prima persona. Uno dei nostri simboli più riconoscibili è nato dalle parole di un giovane ed è importante che i nostri ragazzi conoscano questa storia”.

Da quei versi e dalla musica di Michele Novaro nacque il ‘Canto degli Italiani’ che nel 1946 la Repubblica scelse come proprio Inno. Ottant’anni dopo Michele D’Andrea ne ripercorrerà la storia con gli studenti di Busto proprio in occasione della giornata in cui l’Italia celebra quell’unità e rende omaggio alle Forze armate

“Regione Lombardia – ha concluso l’assessore – ha voluto sostenere la proposta della Fanfara di Lonate perché coinvolge le scuole nell’ambito delle celebrazioni del 4 novembre. Conoscere la storia di chi si è battuto per l’indipendenza italiana aiuta i ragazzi a capire il senso dell’omaggio che rendiamo ai caduti e a chi oggi serve il Paese in uniforme”. 

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