A Varese Bianchi e Galimberti si giocano tutto il 17 Ottobre

Come previsto a Varese si va al ballottaggio. Attorno a mezzanotte si è chiuso lo scrutinio degli 85 seggi distribuiti nei diversi quartieri della città.

I dati, anche se da ufficializzare, darebbero in vantaggio il candidato di Centrosinistra, il sindaco uscente, avvocato Davide Galimberti che avrebbe raggiunto il 48,11 per cento delle preferenze rispetto a quello di Centrodestra, lo sfidante onorevole Matteo Bianchi, che si sarebbe arrestato al 44,97 per cento.

Per quanto riguarda gli altri aspiranti Sindaci i dati sarebbero i seguenti: Zanzi 2,62 per cento; Coletto 1,96; Cazzato 1,08; Tomasella 0,78; Pitarresi 0,46.

Ha votato il 50,93 per cento dei circa 60.000 aventi diritto. Colpisce l’alta astensione. Poiché Varese è una città di diffuso benessere, non è azzardato sostenere che il rifiuto del voto sia dovuto proprio a cittadini benestanti.

Un fatto, questo, in decisa controtendenza a quanto avvenuto nelle periferie delle grandi città dove la diserzione ai seggi si è registrata da parte di cittadini con redditi medio bassi o addirittura disoccupati.

Il margine tra i due contendenti varesini si aggirerebbe attorno agli 956 voti. Galimberti ne avrebbe ottenuti 14.632 e Bianchi 13.676.

Dopo cinque anni di governo della città con una opposizione misurata e sostanzialmente mai aggressiva la giunta Galimberti avrebbe dovuto superare al primo turno la tornata elettorale. Così non è stato, anche se il Sindaco uscente può guardare con un certo ottimismo al 17 Ottobre giorno del ballottaggio in virtù del vantaggio accumulato.

Con analogo ottimismo può guardare alla stessa data anche il candidato di centrodestra, l’ onorevole Matteo Bianchi. Uno scarto di 956 voti non è impossibile da colmare. Per Galimberti e Bianchi non è poi andata così male.

Certamente non è andata bene a quegli elettori che hanno disertato le urne per trascorrere un lungo ponte di vacanza da sabato a martedì. Il tempo, ben poco clemente, ha impedito loro di passeggiare sul  lungomare o d’inerpicarsi sui sentieri di montagna.

L’antipolitica e il rifiuto della politica (marcate dall’assenza di metà elettorato) ha segnato un altro punto a loro favore, mentre lo scarso senso civico ha brillato in tutto il suo splendore.   

Alberto Comuzzi ©

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