L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, nella nota riportata qui sotto, richiama il rispetto della volontà del paziente e della sua dignità. Un principio che nessuno può mettere in discussione. Ma proprio per questo una vicenda così delicata non può essere liquidata come una semplice questione di riservatezza o di corretta applicazione delle procedure.
C’è poi una domanda cruciale sul futuro. In una medicina sempre più dominata dalla tecnologia e dall’Intelligenza Artificiale, quale spazio resterà per l’empatia, per la valutazione umana, per il tempo dedicato al paziente? Il rischio è che, passo dopo passo, procedure e protocolli trasformino il fine vita in una risposta sempre più automatica di fronte alla fragilità. Rispettare le sentenze e applicare le norme è un dovere, ma governare la sanità significa anche riflettere sulle conseguenze delle proprie scelte e garantire alternative concrete alla solitudine e all’abbandono. Su un tema così delicato, il silenzio istituzionale non basta: servono trasparenza, confronto e soprattutto un sistema sanitario capace di prendersi cura delle persone fino in fondo.
È l’immagine di una brutta Regione Lombardia, a cui le varie componenti politiche risponderanno presto nelle sedi opportune con fermezza, sdegno e una pioggia di interrogazioni consiliari, per finire nel vuoto più assoluto.
Non tutte le persone colpite da patologie gravi o degenerative pensano che la morte sia l’unica soluzione. È fin troppo facile parlare per chi sta bene, ma chi soffre non deve sentirsi catalogato in una lista d’attesa verso l’abbandono. Vorremmo vivere in una Regione in cui l’eutanasia non sia l’unica risposta istituzionale. Un Assessore al Welfare non dovrebbe limitarsi a gestire fredde procedure o a scaricare la cura tra le mura domestiche, lasciando sole le famiglie. Il vero passo avanti sarebbe la creazione di strutture pubbliche d’eccellenza e luoghi sicuri dedicati a chi ha gravi deficit, al fine di garantire un’assistenza dignitosissima ed alleviare il carico umano ed economico che oggi pesa interamente sui familiari.
La dignità delle persone si tutela offrendo cure, strutture e vicinanza concreta, non imponendo atti unilaterali sopra la testa dei cittadini lombardi.
didascalia: Assessore al Welfare Guido Bertolaso
