Ex generali in politica: un’assoluta novità

Lunedì 25 Agosto il quotidiano “Libero” ha chiesto un parere sul generale Roberto Vannacci all’ex presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni (450.000 voti di preferenza alla prima tornata), che sul piano politico è certamente “persona informata dei fatti”.

Lapidaria ma molto precisa la sua risposta: starei attento a non coinvolgerlo alle prossime elezioni perché propone valori che non sono estranei al sentire comune di tanti Italiani.

Ai primi di Agosto il direttore di “Libero”, Alessandro Sallusti, al termine di un incontro del Caffè della Versiliana, il salotto culturale che si tiene annualmente a Marina di Pietrasanta (Lucca), aveva raccolto l’annuncio della generale Vannacci che, nel suo movimento Futuro Nazionale, candida a sindaco di Milano l’ex generale di corpo d’armata dei Carabinieri in congedo, Carmelo Burgio.

Non è escluso che altri ex militari, che sono stati alle dipendenze di Roberto Vannacci quando comandava la Brigata Folgore, vengano presentati come candidati di Futuro Nazionale nelle prossime tornate elettorali.

Una domanda che comincia a circolare tra la gente comune è: dopo il “partito di plastica” fondato da Berlusconi siamo ora al “partito dei militari” varato da Vannacci?

Ovviamente, correndo all’indietro senza conoscere bene la storia, c’è anche chi strilla che ci staremmo avviando verso una dittatura come quella della Grecia dei colonnelli (1967-1974) o dell’Argentina dei generali (1976-1983).

Interrogandoci sul presente ci siamo fermati un po’ prima, almeno nella nostra redazione, dove la capo redattrice, Donatella Salambat, per esempio, ha fatto questa osservazione che abbiamo condiviso tutti con lei.

Il suo/nostro punto di vista è stato: la domanda che ci dobbiamo porre non è per quale motivo alcuni ex generali scelgano di intraprendere la carriera politica, ma perché una parte crescente della società trovi in loro quei valori che hanno fatto grande l’Italia assicurandole prosperità.

In altri termini non siamo affatto convinti che nel nostro Paese ci sia nostalgia di uniformi, adunate oceaniche, squilli di tromba, fanfare, gagliardetti svolazzanti o salti di motociclette in cerchi di fuoco. No, non percepiamo nulla di tutto questo.

Notiamo invece un grande desiderio di ordine, di sicurezza, di rispetto delle persone e delle loro proprietà, di chiarezza degli obiettivi da raggiungere, di libertà non conclamata, ma assicurata.  

Riflettendo sulla cronica assenza di “ordine”, che per buona parte della sinistra è sinonimo di controllo, per i cittadini probi, invece, la parola significa responsabilità e rispetto delle regole. E chi meglio del militare incarna il senso del dovere, la disciplina, l’attitudine al sacrificio fino a mettere a repentaglio la propria vita?

Certo anche taluni magistrati “hanno messo la faccia” e sono scesi nell’agone politico. Con una piccola, ma non irrilevante, differenza rispetto ai generali che stanno per cimentarsi in una elezione. Questi ultimi sono tutti ex; sono servitori dello Stato che si sono congedati e che mai più potranno ricoprire il ruolo rivestito in precedenza, mentre ai magistrati è concesso di rientrare nel ruolo una volta terminata l’esperienza politica.

Detto brutalmente: le porte girevoli sono aperte ai magistrati e, in questo caso sicuramente, non ai militari. Resta inteso che, d’ora in poi, nessuno dovrà stupirsi o eccepire alcunché se in futuro qualche militare si metterà in aspettativa per partecipare ad una competizione elettorale.

Porteranno un valore aggiunto alla Politica (con la P maiuscola) gli ex militari o i militari in servizio attivo che verranno eletti negli enti locali, nelle Regioni o nei due rami del Parlamento?

Difficile prevederlo. Certo è che se Futuro Nazionale dovesse realmente superare in termini di voti, come alcuni sondaggi indicano, la Lega e Forza Italia, il premier Giorgia Meloni si troverebbe costretta ad accettare più di un punto non negoziabile di quelli posti nel programma di Roberto Vannacci.

In questo caso è facile prevedere che s’interromperà bruscamente il flusso di denaro stanziato per le armi destinate a Volodymyr Zelens’kyj.

didascalia: da sin. Generale corpo d’armata dei Carabinieri in congedo Carmelo Burgio, Generale Roberto Vannacci presidente di Futuro Nazionale

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