Palazzo Pirelli: consegnate quasi 10 mila firme a supporto della petizione “No lupi nei paesi”

Quasi 10mila firme, 7mila delle quali raccolte in Valtellina e Valchiavenna e 2.500 nell’Alto Lago di Como. Sono quelle consegnate oggi a Palazzo Pirelli al Presidente della Commissione speciale “Valorizzazione e tutela dei territori montani e di confine” Giacomo Zamperini dai rappresentanti dei “Comitati spontanei per la tutela delle persone e degli animali dai lupi” Michele Corti e Mario Pighetti, a supporto della petizione popolare “No lupi nei paesi”.

“La petizione popolare è rivolta a Regione Lombardia e chiede all’istituzione regionale di prendere atto che il “problema lupo” sta sfuggendo di mano –hanno spiegato i promotori dell’iniziativa -. In Italia e in Lombardia si assiste a un moltiplicarsi di casi di predazione di animali domestici sin dentro i cortili, i giardini, le stalle, che spesso sfociano anche nell’aggressione a persone, con o senza cane. E’ indispensabile pertanto -hanno sottolineato i rappresentanti dei comitati- adottare uno schema di regole come è stato fatto in Svizzera. Non si può continuare ad anteporre la venerazione ideologica del lupo alle esigenze di sicurezza e di tutela delle attività economiche come l’agricoltura e il turismo che sono vitali per il mantenimento della montagna”.

“Chiediamo – hanno concluso i vertici del comitato – che ci sia una graduazione di interventi per dissuadere il lupo dal frequentare i centri abitati e dall’avvicinarsi ad abitazioni, stalle e persone: pallottole di gomma, monitoraggio, cattura e radiocollaraggio e, quando le azioni “blande” non risultassero efficaci, la rimozione dei soggetti “problematici”, così come previsto dalla normativa comunitaria e nazionale”.

A fronte degli ultimi dati che confermano un sensibile aumento della presenza di grandi carnivori in Lombardia, orsi e lupi in particolare, per approfondire il fenomeno e monitorare con attenzione ed efficacia l’evolversi della situazione, all’interno della Commissione speciale “Valorizzazione e tutela dei territori montani e di confine” il Presidente Giacomo Zamperini ha insediato oggi un gruppo di lavoro specificatamente dedicato al tema dei grandi carnivori.

L’obiettivo è predisporre una Risoluzione da portare poi all’attenzione e al voto finale dell’Aula contenente indicazioni e misure da attuare per una efficace gestione del problema.

“L’aumento delle segnalazioni su tutto il territorio regionale lascia intendere che il fenomeno sia in crescita e, per quanto i dati possano essere ancora non allarmanti, la presenza dei lupi rappresenta un potenziale pericolo per le persone e per gli animali. La gestione da parte di Regione Lombardia si rende necessaria soprattutto per tutelare la biodiversità e supportare il tessuto economico montano, che vede tra i suoi pilastri anche l’allevamento, opera di antiche consuetudini e usanze che non sono conciliabili con la presenza dei grandi predatori carnivori. La loro presenza, proprio per questo, va monitorata con attenzione e contenuta” ha sottolineato il Presidente della Commissione Giacomo Zamperini.

“Nell’ottica dell’impegno che Regione Lombardia, attraverso l’istituzione della Commissione speciale dedicata ai territori montani, si è presa rispetto al fenomeno dei grandi carnivori e a fronte del fatto che ritengo fondamentale l’ascolto delle istanze territoriali, ho richiesto l’audizione dei Comitati spontanei -evidenzia il Consigliere regionale Michele Schiavi (FdI)-. Provengo da un territorio montano e ben comprendo la centralità di questo tema e la necessità dell’intervento regionale attraverso l’individuazione di misure adeguate per rispondere prontamente alle esigenze dei nostri territori”.

Secondo Ersaf Lombardia (l’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) nella nostra regione è presente 1 branco stabile in Provincia di Como composto da 3-5 individui, condiviso con il Canton Ticino; 1 branco in alta Valcamonica con una decina di lupi condiviso con la provincia di Trento; 1 branco al confine tra la provincia di Brescia e Sondrio, 2 branchi in Val Chiavenna e Alto Lario, tutti con meno di 10 individui; 1 coppia nel Parco dello Stelvio; 22-34 lupi suddivisi in 4 branchi in Oltrepò pavese; 1 coppia nel Parco del Ticino; 1 branco di poche unità nel Lodigiano e 1 branco analogo nel Cremonese.
Si stima, pertanto, che sul territorio lombardo ci siano da 60 a 90 lupi. Un numero che, però, non prende in considerazione i lupi in dispersione, cioè quelli che lasciano il branco e che sono capaci di percorrere, spostandosi da un territorio ad un altro, fino a mille chilometri. Un branco è capace di arrivare a controllare un territorio di circa 200 chilometri quadrati.

Tra le attività di prevenzione già messe in campo va ricordata la formazione/informazione diretta agli allevatori e la fornitura di materiale anti predazione (es. recinzioni elettrificate e cani da guardiania). Nell’ambito di questa attività Ersaf Lombardia ha contattato 71 aziende, ha effettuato 78 interventi sui territori per verificare l’efficacia degli strumenti di prevenzione e ha installato 90 recinzioni elettrificate.
Per il 2024 è previsto un investimento complessivo di 15 milioni di euro per l’acquisto di recinzioni (fisse o mobili, elettrificate o senza protezione elettrica), di cani da guardiania e sistemi di dissuasione acustici/luminosi.

I risarcimenti liquidati da Regione Lombardia per danni provocati da grandi carnivori (lupi e orsi) nel 2021 ammontano a 64.035 euro con un incremento del 36% (oltre 40mila euro) rispetto al 2020 quando erano risultati 23.512 euro. È il valore più alto dal 2009 e in crescita costante negli ultimi dieci anni.

Gli attacchi dei soli lupi nel 2021 hanno causato risarcimenti pari a 23.520 euro: una crescita record rispetto al 2020 quando erano stati 9.180 euro e rispetto agli ultimi nove anni quando non avevano mai raggiunto la soglia dei diecimila euro.

In dieci anni (dal 2012 al 2022) la provincia di Brescia ha registrato il maggio numero di aggressioni da lupi con 54 attacchi registrati, davanti a Sondrio con 31. Seguono Como con 17, Pavia con 13, Bergamo con 8, Lecco con 2, Milano, Mantova e Varese con 1.

Solo Cremona, Lodi e Monza Brianza non hanno finora fatto registrare episodi di attacchi.

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