C’è odore, o meglio profumo, di santità nella protagonista di “Martina il Cuore e la Rosa” (Ares, pagine 264, € 18), scritto a quattro mani da Giovanna Pupillo Kluzer e il giornalista Riccardo Caniato.
Il libro documenta la storia – testimoniata dalla mamma e narrata dal giornalista – di Martina Kluzer, morta di tumore il 7 Giugno 2007 a 7 anni di età nella sua casa di Trezzano sul Naviglio (Milano).
Colpisce come, pagina dopo pagina, la lettura si faccia sempre più coinvolgente nonostante il tema proposto non sia che la circostanziata cronaca del dolore di una famiglia e di una bambina costretta ad entrare e uscire dagli ospedali negli ultimi due anni della sua brevissima vita.
Attenzione però: “Martina il Cuore e la Rosa” è, sì, una forte provocazione che spinge a riflettere sulla sofferenza dell’innocente (perché Dio permette il dolore dei bambini? è la tremenda domanda che da sempre inquieta credenti e non), ma è soprattutto un sublime inno all’amore materno e alla forza della fede.
Il commento più pertinente al testo è di padre Serafino Tognetti che firma anche la prefazione. «La limpidezza di Martina è straordinaria», spiega il Religioso. «Raramente mi sono imbattuto in una figura simile. Ella non si accorge nemmeno di quello che si realizza in lei perché, come esige la carità cristiana, il suo bene è il bene degli altri: vuole che tutti vadano d’accordo, che il medico sorrida, che la mamma preghi, che i bambini del reparto siano curati. Ella vuole il mondo limpido, perché è Dio che lo vuole».
La vicenda di Martina Kluzer è l’ennesima riprova che Gesù e la Madonna si manifestano ai bambini che, proprio perché tali, sono puri di cuore.
Semplice e pieno di tenerezza il messaggio della piccola Martina dal dal letto di morte: «Mamma, devi dire a tutti che Gesù e La Madonnina ci vogliono bene».
È stato detto che «un libro serve davvero quando arricchisce chi legge». Garantiamo il lettore che il lavoro di Kluzer e Caniato conferma l’assioma.
