La Chiesa dalla parte delle donne

 Sono stati ben 307 i progetti negli ultimi dieci anni varati in favore del gentil sesso.  Progetti che hanno innanzitutto riguardato, come sottolinea la Cei, “attività generatrici di reddito e agricoltura sostenibile” e sono frutto delle donazioni che i cittadini hanno fatto nel quadro dell’otto per mille.

“Lavorare insieme – valuta Jeanine che ha portato avanti in Burundi un progetto per l’accesso all’acqua potabile – aiuta a rafforzare i legami, a ridarci speranza, finalmente qualcuno ci è stato accanto, ci ha dato ascolto, ha capito i nostri bisogni, ci sentiamo anche noi protagoniste” .

Si respira aria di fiducia a cui proprio questi progetti hanno dato fiato in varie latitudini, dal Madagascar al Congo, passando per India, Colombia, Kosovo e Terra Santa. Un progetto particolare è sorto in Costarica.

“Tempesta e calma-  spiega Margot che, nell’arcidiocesi di san Josè ha fondato Asiprofe, un’associazione di donne imprenditrici impegnate nel commercio di Aromas de la legua, un caffè puro al 100 per cento – dopo la tempesta c’è la calma che fa venire fuori l’aroma di caffè e come lo senti inizi a sognare e si rafforza il legame con questi campi e la soddisfazione per ciò che siamo riuscite a realizzare”. 

Un progetto preziosissimo in un ambito nel quale, ricorda ancora Margot, “le donne coltivatrici di caffè guadagnano il 40 per cento in meno rispetto agli uomini e devono affrontare notevoli difficoltà nell’accdere a una formazione e a informazioni adeguate che aiutino a migliorare la produttività”. Tutto nel solco del messaggio di papa Francesco volto a richiamare la pari opportunità per uomini e donne derivante dalla loro pari dignità.

Un elemento che, stando ai dati del World Economic Forum del 2023, fatica ancora a farsi strada. “Dietro i numeri-  ricorda la Cei – ci sono persone, comunità e relazioni, come dice il nome è un servizio che chiede di essere sensibili , attenti, pronti a raccogliere tutti gli stimoli , le richieste di aiuto e l’opportunità che il contesto nel quale viviamo è capace di offrire, con un atteggiamento di umiltà e gratitudine”.

Tutto nella direzione di uno “sviluppo integrale, sostenibile, reale che prende forma attraverso progetti concreti e processi aperti alla partecipazione di ogni persona”.

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