Olgiate Olona “no” al gioco d’azzardo

 A dare conto dell’emergenza concorre un dato riferito al 2017 ma comunque eloquente: 30 milioni di Euro. In quell’anno a tanto ammontò il virus della ludopatia che attanagliò il comune di Olgiate Olona mandando in frantumi la situazione finanziaria di molte famiglie.

Un problema, quello del gioco d’azzardo, che ha ormai da anni abbandonato i confini dell’episodico per abbracciare numeri drammaticamente più consistenti. E che ha finito per costituire anche un’emergenza sul piano sanitario oltreché economico e sociale in quanto la ludopatia è entrata ormai stabilmente nel novero delle malattie da curare.

Assessorato ai servizi sociali gestito da Mauro Carnelosso, ai servizi educativi retto da Luisella Tognoli, associazione And- Azzardo e Nuove Dipendenze e Polizia Locale hanno quindi deciso di riproporre sul territorio olgiatese un’attenzione concreta al problema. Lo hanno fatto dando il via a una campagna contro il gioco d’azzardo patologico rivolta a famiglie, scuole e studenti.

E con uno slogan preciso comparso in vari punti della città: “quest’anno fatti un regalo, scegli la tua famiglia, no gioco d’azzardo”. All’ingresso della scuola dell’Istituto Comprensivo Beato Contardo Ferrini compare poi in questi giorni un gigantesco albero di Natale su cui sono state affisse, come palline, delle frasi sulla ludopatia esortando la popolazione studentesca a soffermarsi con attenzione e non di sfuggita su di esse.

“La famiglia – spiega il comune in una nota  è la principale vittima dell’azzardo patologico , la qualità di vita dei suoi componenti può essere compromessa a livello economico che psicologico e relazionale. Ne risentono i rapporti all’interno del nucleo familiare con una perdita di qualità della vita, creando instabilità e incertezza per il presente e il futuro”. Il tema fu già posto all’attenzione  della città lo scorso anno con l’allestimento di una mostra fotografica nella scuola media Dante Alighieri.  E, lo scorso anno come questo, l’obiettivo non è mutato: “occorre avviare una discussione – spiega il comune – in classe e in famiglia”. 

Da tradurre poi in una massima, un pensiero, uno slogan, un disegno da appendere sulle griglie preposte a scuola.  E nella consapevolezza, conclude il comune, che la prima palestra in cui debba svolgersi una riflessione ad ampio raggio su una ludopatia da cui stare il più lontani possibile siano proprio le aule scolastiche.

Cristiano Comelli ©

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