Sicurezza e legalità a Varese: firmato il protocollo “On the Road” per avvicinare i giovani alle Istituzioni

Ridurre le distanze tra le giovani generazioni e le Istituzioni attraverso la conoscenza diretta, la prevenzione e l’esperienza sul campo. Con questo obiettivo è stato ufficialmente sottoscritto nel pomeriggio, presso la Prefettura di Varese, il Protocollo d’intesa del progetto “On the Road”. Alla cerimonia hanno preso parte il Sottosegretario di Stato all’Interno, On. Nicola Molteni, il Prefetto Salvatore Pasquariello e il giornalista Alessandro Invernici, fondatore e Vicepresidente dell’Associazione “Ragazzi On The Road APS”.

L’intesa locale recepisce e applica la cornice del Protocollo nazionale siglato nell’ottobre 2025 al Ministero dell’Interno, dando continuità a un modello che la stessa Prefettura di Varese aveva già felicemente anticipato nel 2023.

Nel corso dell’incontro, il Prefetto Salvatore Pasquariello ha rimarcato il profondo valore educativo dell’iniziativa, concepita per superare le diffidenze e promuovere una cultura della responsabilità condivisa:

«Il progetto “On the Road” nasce dalla convinzione che la distanza tra i giovani e le Istituzioni possa essere ridotta attraverso la conoscenza, il dialogo e, soprattutto, l’esperienza diretta. Quando un ragazzo affianca un operatore delle Forze dell’ordine o del soccorso durante il servizio, ha l’opportunità di comprendere che dietro ogni uniforme vi sono persone, professionalità e responsabilità, ma anche rischi affrontati quotidianamente per garantire la sicurezza della collettività. Questa vicinanza contribuisce a rendere più comprensibile il ruolo delle Istituzioni e a consolidare quel rapporto di fiducia che costituisce uno dei presupposti fondamentali della convivenza civile».

Richiamando poi l’attenzione sui recenti episodi di violenza e sulle aggressioni alle Forze dell’ordine registrate a Milano e in altre città europee, il Prefetto ha sottolineato l’importanza del rispetto delle regole democratiche:

«La libertà di manifestare, di dissentire e di esprimere il proprio pensiero costituisce un diritto fondamentale, che deve essere pienamente garantito. Tuttavia, il legittimo esercizio di tale diritto non può mai tradursi in aggressioni nei confronti degli operatori delle Forze dell’ordine, in danneggiamenti o in altre forme di violenza. Non si tratta di generalizzare comportamenti che appartengono a una minoranza, ma di riflettere sulla responsabilità educativa che coinvolge l’intera comunità: famiglie, scuole, Istituzioni e associazioni sono chiamate a trasmettere ai giovani il valore del rispetto reciproco e la consapevolezza che a ogni diritto corrispondono precise responsabilità».

«Non possiamo limitarci a chiedere ai giovani di rispettare le Istituzioni: dobbiamo offrire loro occasioni concrete per conoscerle, comprenderne il ruolo e sentirsi parte della comunità», ha concluso Pasquariello. «Investire sui giovani significa investire sulla sicurezza di tutti, perché la sicurezza non si realizza soltanto attraverso la capacità di intervenire quando si verifica un fatto illecito, ma anche attraverso la prevenzione, la costruzione di rapporti di fiducia e la diffusione di una cultura della responsabilità. L’obiettivo non è formare giovani che rinuncino a esprimere il proprio dissenso, ma cittadini consapevoli, capaci di esercitare le proprie libertà nel rispetto di quelle altrui e di riconoscere nelle Istituzioni un presidio essenziale della convivenza democratica».

L’iniziativa, programmata dal 19 al 25 Ottobre, consentirà a ragazze e ragazzi dai 16 anni in su di salire a bordo delle pattuglie ed affiancare – sotto supervisione qualified – le Forze di polizia, le Polizie locali, i Vigili del Fuoco, gli operatori del 118 e del NUE 112. Un percorso immersivo che permetterà ai partecipanti di comprendere sul campo la gestione delle emergenze, la sicurezza stradale e la complessità delle decisioni operative.

L’intesa coinvolge una capillare rete territoriale formata da Comuni, scuole, università e autorità sanitarie, garantendo al contempo un’attenzione specifica ai giovani in situazione di fragilità o destinatari di provvedimenti di prevenzione della Questura. Grazie al contributo economico messo a disposizione dalla Provincia di Varese, anche le realtà comunali più piccole, periferiche o montane potranno far partecipare i propri ragazzi senza costi aggiuntivi, trasformando l’iniziativa in un segnale corale di fiducia sul futuro della comunità.

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