Martedì 14 Aprile alle ore 17, presso la Biblioteca Sicilia di Milano, si è svolto l’incontro “Da Oriente a Occidente, uno sguardo europeo: Jovan Dučić”, dedicato alla presentazione del volume Lettere da Gerusalemme, pubblicato da La Bussola.
Le pagine di Dučić conservano una luce particolare: meno immediata rispetto agli esordi, ma più profonda e consapevole, segnata dall’esperienza e da una sottile malinconia. È lo sguardo di un autore che, anche nella distanza e nell’esilio, continua a interrogare il destino dell’uomo e il senso della storia.
A guidare il pubblico in questo percorso sono stati Sandra Dučić, nipote del poeta, e monsignor Franco Buzzi, già Prefetto della Biblioteca Ambrosiana. Accanto a loro, il giornalista Franco Negri, di Vareseinluce, ha moderato l’incontro, accompagnando il dialogo tra memoria familiare, letteratura e riflessione culturale.
È emersa così la figura di un autore europeo nel senso più pieno del termine. Diplomatico e viaggiatore, Dučić attraversò numerosi Paesi, entrando in contatto con realtà diverse e portando nella sua scrittura un intreccio originale di esperienze politiche e culturali. Nei suoi testi convivono Grecia e Roma, Oriente e Occidente, religione, arte e poesia, in una continuità che non conosce fratture.
Le sue lettere non sono semplici testimonianze, ma veri e propri luoghi di riflessione. Sono pagine sospese, in cui il tempo sembra dissolversi: è difficile distinguere tra scritti giovanili e maturi, tanto è coerente la voce che le attraversa. Come ha sottolineato monsignor Buzzi, leggerle significa aprire uno scrigno ricco di rimandi, dove la tradizione classica e spirituale si rinnova continuamente.
Il progetto editoriale, raccontato da Sandra Dučić, nasce quasi per caso e si è trasformato in un paziente lavoro di recupero. L’obiettivo è raccogliere lettere disperse, scritte in luoghi diversi, e restituire unità a un’opera che oggi si presenta con il testo originale serbo affiancato dalla traduzione italiana, rendendola accessibile a un nuovo pubblico.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla forma. La metrica, la musicalità del verso e il legame con i modelli classici rappresentano elementi centrali nella scrittura di Dučić. Anche quando descrive paesaggi — come nella lettera da Atene, dove la natura è presenza viva — ogni parola sembra cercare un equilibrio preciso e armonico.
Nelle lettere da Gerusalemme, così come in quelle dal Cairo, emerge una riflessione intensa sul rapporto tra le religioni. Il confronto con l’ebraismo è affrontato con serietà e rispetto, mentre il cristianesimo si manifesta come esperienza diretta: in Terra Santa, tutto sembra rimandare a Cristo, dagli elementi naturali ai luoghi della storia.
Tra le immagini più significative spicca quella della Maddalena, interpretata come simbolo di una fede autentica e duratura, capace di attraversare il tempo e di rimanere viva nella coscienza del credente.
L’incontro milanese ha rappresentato così non solo una presentazione editoriale, ma un’occasione di scoperta: quella di una voce intensa, ancora poco conosciuta in Italia, capace di unire culture diverse in uno sguardo autenticamente europeo, dove poesia, spiritualità e memoria dialogano in modo profondo e attuale.
didascalia: da sin. Franco Negri, giornalista di Vareseinluce, Sandra Dučić, Franco Buzzi, già Prefetto della Biblioteca Ambrosiana
