Abbandonare la logica dello scontro per lasciare spazio all’ascolto e alla comprensione reciproca. È questo il messaggio emerso ieri sera nella Sala Ambrosoli di Villa Recalcati a Varese durante l’incontro “Vivere insieme, pensando, realizzando ponti”, promosso nell’ambito dei festeggiamenti per il Centenario della Provincia.
In un’epoca in cui il dibattito sui temi dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere appare spesso esasperato, l’evento ha scelto la via del dialogo pacato. A confrontarsi attorno allo stesso tavolo, moderati dal direttore de La Prealpina Silvestro Pascarella, due voci autorevoli e portatrici di prospettive differenti: Don Stefano Guarinelli, docente alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, e Italo Carloni, presidente dell’associazione di genitori A.GE.D.O. Varese ODV.
Ad aprire i lavori è stato il padrone di casa, il Presidente della Provincia Marco Magrini, che ha sottolineato la volontà di fare dell’ente un punto di riferimento non solo istituzionale, ma anche culturale e sociale per la comunità. «Parlare di affetti e relazioni significa creare occasioni di ascolto e costruire una comunità più consapevole – ha spiegato Magrini –. I ponti si costruiscono proprio così: mettendo in relazione le persone».
Nel corso della serata, Don Guarinelli ha analizzato il clima di forte conflittualità che accompagna abitualmente questi temi nella sfera pubblica: «Sui temi legati a genere e orientamento sessuale il dibattito è sovente poco sereno e molto polarizzato. In ogni conflitto dire semplicemente “state calmi” serve a poco. È necessario invece partire proprio dalla complessità del tema per permettere a ciascuno di comprendere meglio e giungere alle proprie valutazioni».
Accorato anche l’intervento di Italo Carloni, che ha espresso profonda gratitudine all’amministrazione provinciale per aver aperto le porte delle istituzioni a una riflessione sul valore dell’inclusione: «Ci auguriamo che ci siano altre occasioni di confronto. Parlare di accoglienza serve a far stare meglio i nostri figli e le nostre figlie, per costruire famiglie, scuole e una società capaci di non dividere. Il nostro messaggio è chiaro: i nostri figli sono parte del mondo, non un mondo a parte».
L’iniziativa si inserisce nel ricco percorso di avvicinamento al 2 gennaio 2027, data in cui la Provincia di Varese celebrerà ufficialmente i suoi primi cento anni di storia.
