Monsignor Santin e la perdita della sovranità italiana sulla zona B: il Trattato di Osimo

Video Anvgd Comitato di Milano

Fonte: https://www.anvgd.it/monsignor-santin-e-la-perdita-della-sovranita-italiana-sulla-zona-b-il-trattato-di-osimo/

Vescovo a partire dagli anni Trenta di Fiume prima e della diocesi di Trieste e Capodistria subito dopo. Fronteggiare le politiche discriminatorie del fascismo nei confronti dei suoi diocesani slavi e in seguito anche la legislazione razziale. Ergersi come defensor civitatis nel momento di sbandamento totale che attraversò Trieste tra insurrezione del Comitato di Liberazione Nazionale del 30 aprile 1945, resistenza tedesca, entrata dei partigiani comunisti jugoslavi il primo maggio e arrivo delle truppe angloamericane subito dopo. Punto di riferimento per l’italianità giuliana e per il popolo dell’esodo giuliano-dalmata in un lungo tribolato dopoguerra. Coscienza critica di politici e opinione pubblica nella rivendicazione dei diritti italiani sulla Zona B (distretti di Capodistria e di Buie) del mai costituito Territorio Libero di Trieste che il Memorandum di Londra nel 1954 aveva assegnato all’amministrazione civile jugoslava, ma non ancora formalmente annesso.

Monsignor Antonio Santin (Rovigno d’Istria 1895 – Trieste 1981) attraversò da protagonista il Novecento della frontiera adriatica ed in particolare il suo impegno per l’italianità della Zona B (persa con il Trattato di Osimo del 10 novembre 1975) è al centro di una videoconferenza svolta dal Comitato provinciale di Milano dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia con relatore Don Ettore Malnati, per lunghi anni Segretario particolare del Vescovo Santin.

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