La prima parte del Gidro 2026 (la seconda edizione del Giro d’Italia in Idrovolante) si è conclusa con un grande successo di pubblico. Sette velivoli anfibi ultraleggeri provenienti da varie regioni italiane e dalla Svizzera hanno percorso 500 km, partendo dal Lago Maggiore e dal Ticino per poi fare tappa sul Lago di Como, a Desenzano del Garda, a Gorizia e infine nel porto di Trieste.
L’evento, guidato da Graziano Mazzolari e Sergio Scaramuzzi, ha unito la passione per il volo a iniziative culturali, mostre e incontri con le scuole. Durante le tappe è stata avviata la firma per il progetto ALISEO, una piattaforma mirata a valorizzare gli idroscali storici italiani e a promuovere l’uso degli idrovolanti per la sorveglianza ambientale. Il Politecnico di Torino ha partecipato presentando studi su propulsione elettrica, materiali compositi e sistemi a idrogeno (“fuel cell”) per sviluppare velivoli futuri a zero impatto ambientale ed elevata autonomia. Il presidente dell’Aviazione Marittima Italiana, Orazio Frigino, ha sottolineato l’importanza della collaborazione con la Guardia Costiera e le autorità locali, evidenziando il potenziale dell’idrovolante come mezzo ecologico per il turismo intermodale e per la tutela delle aree protette.
La seconda parte del tour prenderà il via sabato 5 Settembre da Passignano sul Trasimeno. Questa fase vedrà il raddoppio dei partecipanti (14 idrovolanti da 5 nazioni diverse) e coprirà altri 1.000 km toccando Orbetello, Bracciano, Cagnano Varano, Bari, Brindisi, Taranto e concludendosi il 12 e 13 Settembre a Gallipoli.
L’evento gode di prestigiosi patrocini, tra cui i Ministeri delle Infrastrutture, dell’Ambiente e della Protezione Civile/Politiche del Mare, oltre all’ENAC, ed è sostenuto da partner privati come Caroli Hotels e Villella Aerospace.
