Prima di Halloween c’erano già i fantasmi del varesotto

Ogni 31 Ottobre zucche illuminate, streghe e fantasmi invadono le strade. Halloween, però, non appartiene alla tradizione italiana: è una ricorrenza di origine celtica, sviluppatasi soprattutto nei Paesi anglosassoni e arrivata nel nostro Paese soltanto negli ultimi decenni. Con l’avvicinarsi del 31 Ottobre — data che da noi precede tradizionalmente la festa di Ognissanti e la Commemorazione dei Morti — Vareseinluce pubblicherà una mini rubrica dedicata alle credenze popolari diffuse in provincia di Varese molto prima che la festa americana prendesse il sopravvento.

Questo non significa, infatti, che in Lombardia mancassero storie di fantasmi, superstizioni e racconti legati al mondo dell’ignoto. Anzi, le comunità rurali del territorio erano ricche di credenze e rituali tramandati di generazione in generazione.

Sfogliando le lettere raccolte alla fine dell’Ottocento dallo storico e filologo Lodovico Corio, emerge un patrimonio sorprendente di leggende popolari provenienti da diverse località varesine, come Comabbio, Porto Valtravaglia, Castelseprio e Lonate Pozzolo. Questi documenti, oggi conservati nel Fondo Lodovico Corio della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, raccontano un mondo in cui il confine tra fede, paura e folklore era ancora molto sottile.

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