Stefano Amirante scrive ai tifosi “Città di Varese”

Il momento è difficile e ne è consapevole. Per questo Stefano Amirante chiama i tifosi del “Città di Varese” a stringersi attorno a una squadra che finora, complice il virus di Wuhan e il suo non voler allentare la presa, ha potuto disputare soltanto due partite.

Non avere giocato per lungo tempo è stato per l’ambiente biancorosso motivo di sofferenza. Così come lo è stato, e lo è, non potere contare sull’apporto diretto della propria tifoseria per gli impedimenti all’ingresso negli stadi come misura di protezione dalla pandemia.

“Mercoledì 18 – scrive Amirante nella lettera aperta ai tifosi – se tutto va bene, torneremo a giocare al “Franco Ossola” una partita di campionato. Purtroppo sarà una partita a porte chiuse. Sappiamo bene che , in questo momento in cui molte attività sono chiuse con tutto ciò che ne deriva, questo non è il primo dei problemi, ma credo sia giusto scrivere qualche parola di chiarezza su questa situazione”.

Tutto questo nell’ottica di una piena trasparenza con la tifoseria e nei rapporti con essa di cui il Città di Varese ha fatto uno dei suoi capisaldi fin dai suoi primi vagiti. “Abbiamo fatto di tutto per riportare i tifosi allo stadio – dice – questo malgrado sapessimo in partenza che iposti disponibili sarebbero stati pochi e che i costi sarebbero stati superiori ai ricavi”.

Ma la scelta è stata dovuta, prosegue il primus inter pares della società calcistica bosina, al fatto che “il calcio non può prescindere dalla passione dei tifosi”. Amirante rassicura di avere portato avanti tutto quanto sia possibile fare “per poter aprire, quando sarà possibile farlo, anche i settori distinti e curva sud, anche in questo caso investendo comunque delle risorse economiche che, per noi, non sono piccole”.

Risorse ognuna delle quali profuma di un affetto verso questa squadra che va ben oltre l’impegno economico. Amirante si dice naturalmente rammaricato per il fatto che le porte dell’Ossola non potranno essere varcate , per ora, neppure da “quei coraggiosi che, malgrado la situazione, hanno voluto sottoscrivere un abbonamento”. Qualcosa che il presidente del Città di Varese definisce “un atto d’amore” di cui “non ci dimenticheremo”. Ma se i cancelli dell ‘Ossola sono per il momento chiusi, i tifosi non per questo saranno penalizzati nel non poter seguire le sfide della squadra biancorossa. Amirante infatti informa: “ci siamo organizzati per trasmettere in diretta streaming tutte le partite che riusciremo a giocare in quest’infausto periodo”.

Certo, non sarà come la vicinanza concreta allo stadio dove oltretutto si tifa, gioisce e qualche volta magari ci si lamenta tutti insieme. Ma sarà comunque un modo per i tifosi di continuare a condividere, sia pure attraverso uno schermo, una passione che è e continuerà a restare loro comune. “Sappiate che lo abbiamo fatto per voi- aggiunge Amirante – e che la visione sarà libera e quindi disponibile anche per i non abbonati, ma sarà dedicata intanto a voi”.

Un modo, per il Città di Varese, di continuare a prendere per mano quello che dirigenza e giocatori auspicano sia il dodicesimo uomo in campo, vale a dire proprio i tifosi, storici o avvicinatisi di recente. Nell’esprimere l’auspicio di rivedere i tifosi quanto prima al “Franco Ossola”, Amirante puntualizza anche un aspetto economico tutt’altro che irrilevante: “a bocce ferme – spiega- quando sapremo quali partite saranno state giocate con il pubblico e quali no , ci sarà da parte nostra la disponibilità a riconoscere per chi lo vorrà una forma di rimborso”. Nella consapevolezza che “questa situazione ha un impatto economico che gestiremo, ma non sulle spalle dei tifosi”.

Amirante conclude affermando che, se proprio qualcuno volesse subito i rimborsi sull’unghia, dovrà scrivere una email a info@cittadivarese.it e, aggiunge, “la società anticiperà i soldi del rimborso dell’abbonamento, anche se in questo momento non sarebbe previsto”.

Ma è pensabile che su questo discorso di pecunia si possa attendere lasciando invece spazio a quel tifo genuino e vero il cui valore non ha misura economica perchè nasce dalla passione e dal cuore.

Cristiano Comelli ©

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