Il suo imperativo è uno e chiaro: lasciarsi alle spalle la disastrosa stagione in Lega Pro e ricominciare con nuovo slancio e nuova fiducia per cercare di rialzare la testa. La Pro Patria ricomincia da un nuovo direttore sportivo. La scelta è caduta su Giovanni Giovanditti, figura di notevole esperienza. Giovanditti è stato al timone del settore giovanile dei tigrotti dando prova di grande competenza tecnica e oculatezza nelle scelte. La sua condotta gestionale è stata improntata a incrociare le rette della formazione sportiva con quella umana dei giovani esponenti tigrotti.
A lui, nell’affidamento dell’incarico, la società ha affidato una quadruplice missione: sviluppo sportivo, sostenibilità gestionale, crescita patrimoniale e valorizzazione del patrimonio umano. “A Busto – ha detto Patrizia Testa nel presentarlo nella conferenza stampa – non basta più solo avere idee e intenzioni, è necessario il lavoro, è necessaria la capacità e lucidità di fare le scelte giuste per le persone, soprattutto in questo momento particolarmente complesso. Giovanni ha dimostrato questa capacità sul nostro campo, mentre la prima squadra viveva un momento molto difficile con una stagione culminata purtroppo con la retrocessione, lui con il suo staff ha lavorato in modo impeccabile mantenendo equilibrio, lucidità e concentrazione e a isolare chi aveva bisogno di isolamento in quel momento per una situazione complicata, grazie a lui abbiamo avuto la soddisfazione di vincere lo scudetto”. Giovanditti è giovane ma, aggiunge Testa, “solo anagraficamente, perché ha saputo fare le scelte giuste e ha capito in anticipo che il suo futuro non era nel campo di calcio e presto e ha deciso di stare fuori dal campo essendo capace di costruire e dirigere scegliendo di fare il direttore sportivo”.
Giovanditti, dal canto suo, si appresta a cominciare con entusiasmo la sua nuova avventura professionale: “Ringrazio personalmente Sandro Turotti (il suo predecessore come direttore sportivo, ndr)- mi ha chiamato lui in questa società, mi ha permesso di fare tutte le scelte che volevo e questo ti dà la possibilità di dimostrare il tuo valore, ci ha accompagnato con la Primavera, a Mantova e a Reggio Emilia, credo sia quindi giusto ringraziarlo”.
Fatto l’attestato di stima al predecessore, Giovanditti entra nel futuro: “Ho accettato per diversi motivi – prosegue – per vari motivi, perché sento sicuramente un forte senso di responsabilità per l’incarico, avverto una grande responsabilità nei confronti della società che ringrazio per gli attestati di stima, in più io sono arrivato quindici anni fa come ragazzo del settore giovanile e ho fatto diversi passaggi, facendo anche il raccattapalle allo Speroni, conosco perfettamente questa piazza e come ragionano i tifosi, so che è una piazza esigente che sa rispondere quando deve. ricordo la risposta data nel doppio playout con la Pro Vercelli, con la presenza a Vercelli di 500 tifosi”.
Giovanditti lancia quindi la sfida, rivolgendosi ai tifosi: “Capisco la loro sofferenza, ma so che Busto è una piazza che sa rispondere e desidero ricoinvolgere e portare allo stadio la tifoseria, una parte di piazza si è un po’ allontanata e vorrei che si riavvicinasse a noi”. Il nuovo direttore sportivo si muove all’insegna di una parola d’ordine precisa: “senza storia non c’è futuro”. E, ricorda, “per 41 anni la Pro Patria ha fatto negli ultimi cinquant’anni in C, C2 e Lega Pro, poi ha disputato sette stagioni di D e di Eccellenza, deve quindi provare a stare in C, se poi parliamo di molti anni fa, ha calcato anche i campi di serie A e B. Da parte mia non avverto pressione, ma senso di responsabilità”.
