Dalla polvere alla rinascita: la Pro Patria riparte dalla D oltre le tensioni

Le speranze di ripescaggio in Lega Pro sono finite in cenere. La Pro Patria dovrà quindi ripartire dalla serie D dopo avere frequentato il terzo livello della gerarchia calcistica tricolore per otto stagioni ovvero dal 2018-19. Nell’ambiente, alla voglia di ricomporre i cocci e di allestire una squadra in grado di fare la voce  grossa il prossimo campionato si fonde la tensione di chi ancora non ha digerito la retrocessione. Lo si capisce dall’incontro non proprio all’insegna del volemose bene tra una parte della tifoseria e colui che ha ricevuto le chiavi della proprietà ovvero Giancarlo Travagin. 

Una pagina che certo non contribuisce a creare il clima ideale per indurre la Pro Patria a  organizzare una stagione in cui possa recitare la parte della protagonista. L’ultima cosa che a questa società occorra in un momento come questo è la dietrologia. Il fallimento della scorsa stagione esige di farsi lezione, non prostrazione. Perchè anche le sconfitte, nel calcio come nel mondo della sfera di cuoio, insegnano. 

Il fallimento della squadra sotto la gestione di Leandro Greco, la mancata rivitalizzazione della classifica che ci si attendeva dal suo successore Francesco Bolzoni, le dimissioni del direttore sportivo Sandro Turotti sono sicuramente pagine amare della recente biografia calcistica dei tigrotti. Così come lo è il fatto che non tutti gli esponenti della rosa si siano rivelati all’altezza della categoria. Ma vivere in questi fatti che sono ormai avvolti nel passato è controproducente. C’è una squadra che deve attrezzarsi per dimenticare un flop ed è orgoglio storico della città più popolosa della provincia di Varese. C’ è una tifoseria che si attende una rinascita immediata. E c’è una società che sta cercando di mettersi in moto per l’operazione rinascita non realizzabile in un battito di ciglia ma fatta di lavoro duro e pazienza nello svolgerlo.  Il possibile ritorno della Pro Patria in Lega Pro passa dall’incrocio delle tre rette. Ognuno per la sua parte. Con legittime ambizioni ma senza che vi siano remate controvento. 

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