Castellanzese, fine di un’epoca Salvatore Asmini rassegna le dimissioni

Non semplici dimissioni, ma la fine di un’epoca. Il direttore sportivo della Castellanzese Salvatore Asmini ha scelto di lasciare il club, e forse anche il mondo del calcio, dopo quattordici anni di esperienza con i colori neroverdi. E lo ha fatto sia nella consapevolezza del notevole lavoro svolto che ha portato la Castellanzese a frequentare la serie D e anche ad alti livelli, sia in quella di avere allestito per questa stagione una squadra meritevole di un’altra classifica in considerazione della sua caratura.

“Avrei preferito comunicare la mia decisione più avanti – dice – ma lo faccio ora, come tutte le cose, anche questa mia esperienza alla Castellanzese ha un inizio e una fine, rassegno le dimissioni ma la squadra e la società lo sanno che, in caso di necessità e di bisogno di suggerimenti, ci sono. Faccio fatica a parlare, quando sono arrivato la Castellanzese era tra prima e seconda categoria, poi sono arrivati, con il mio avvento, due anni di Promozione, due di Eccellenza e sette di serie D, qualcosa di buono credo d’averla fatta”.

A rammaricarlo è soprattutto il fatto che, pur avendo allestito una squadra con un buon allenatore quale egli considera Ivan Del Prato e con “la squadra migliore delle ultime sette stagioni in D, eccettuata quella del secondo posto”,  la squadra sia lì a lottare per non retrocedere e non in posizioni di classifica più nobili.  Un discorso che imputa anche alla sfortuna presentatasi alla squadra sottoforma di una pioggia di pali e traverse colpiti nel corso della stagione. Asmini ha una lunga serie di ringraziamenti per lo staff medico e tecnico.

“In primo luogo l’allenatore Ivan Del Prato – ha spiegato – perché è un’ottima persona e un grande allenatore, l’avevo già interpellato la scorsa stagione ma aveva altri programmi, poi ci siamo risentiti ed è bastata mezz’ora con un colloquio con il presidente per poter realizzare l’intesa. Si sa che io non ho mai avuto buoni rapporti con gli allenatori ma con lui mi sono trovato davvero bene”. Ringraziamenti anche per il professor Faletti, il preparatore dei portieri Morlin e, soprattutto, per la famiglia Affetti: “Se non ci fossero loro che hanno sempre garantito il massimo impegno verso questa società e mi hanno supportato (e sopportato) in tutti – dice – la Castellanzese sarebbe a disputare le partite con gli oratori e non in serie D”.

Asmini parla della squadra come di “un gruppo coeso, compatto, che non ha mai fatto un allenamento sottotono”. E aggiunge: “Spesso, le scorse stagioni, ho avuto delle sfuriate negli spogliatoi, in questa non è mai successo, e dispiace che questa squadra adesso abbia una bassa posizione di classifica che la mette a rischio perché avrebbe meritato molto molto di più”.  Asmini richiama poi il comune sulla necessità di riqualificare al più presto il campo sintetico che versa, dice, “in condizioni disastrose”. “La maggior parte degli infortuni che si sono verificati – spiega – sono dovuti alle cattive condizioni del campo sintetico, invito quindi il comune a provvedere a riqualificarlo e a sostenere una famiglia senza la quale la Castellanzese non sarebbe in questa categoria”. Il presidente Alberto Affetti, dal canto suo, pur rilevando che la comunicazione avrebbe dovuto essere fatta con una tempistica diversa, ha solo parole di ringraziamento per l’operato di Asmini e rispetto per la sua decisione.

“Asmini ha cominciato proprio qui a Castellanza ed è vero – spiega – la Castellanzese, prima di lui, era in categorie inferiori. Non tutti sanno che il suo apporto ci consentì anche di accedere alla Lega Pro dopo avere vinto i playoff, fui io a dire di no”. E, per la fine del campionato, suona la carica: “Sono convinto che la Castellanzese riuscirà a salvarsi – spiega – noi ci siamo, non è morto nessuno e quindi andiamo avanti con fiducia, non dobbiamo avere paura, resteremo in categoria, adesso pensiamo a cercare di vincere le prossime con l’impegno di tutti”-

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