Si è tenuto in videocollegamento il tavolo di aggiornamento sulla vertenza Electrolux promosso dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, con i governatori delle Regioni interessate dai siti produttivi del gruppo. All’incontro hanno preso parte i presidenti Attilio Fontana (Lombardia), Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia), Alberto Stefani (Veneto), Francesco Acquaroli (Marche) e l’assessore Giovanni Paglia per la Regione Emilia-Romagna. L’obiettivo condiviso da Governo ed Enti locali è presentare una posizione unitaria nel serrato confronto con la multinazionale, pretendendo la presentazione di un piano industriale solido che garantisca la tenuta occupazionale e il futuro degli impianti italiani. Prossima tappa fondamentale sarà il tavolo nazionale, che verrà convocato subito dopo il Consiglio Competitività dell’Unione Europea previsto per il 24 settembre.
“È importante la piena condivisione con le Regioni sulla strategia e sugli obiettivi da perseguire, perché ci rafforza nel confronto con l’azienda, giunto ora a una fase decisiva”. Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, al termine dell’incontro in videocollegamento con i presidenti delle Regioni coinvolte nella vertenza Electrolux, convocato per un aggiornamento sullo stato delle trattative con l’azienda. Erano presenti: Attilio Fontana (Lombardia), Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia), Alberto Stefani (Veneto), Francesco Acquaroli (Marche) e l’assessore al Lavoro Giovanni Paglia, in rappresentanza del presidente Michele de Pascale (Emilia-Romagna).
“Ribadiamo con chiarezza la volontà di preservare gli stabilimenti e l’occupazione e pretendiamo dall’azienda un piano di rilancio credibile, fondato su investimenti e su una produzione sostenibile nel tempo”, ha aggiunto Urso. “Come previsto, riuniremo il tavolo nazionale dopo il Consiglio Competitività del 24 settembre, nel quale solleciteremo l’adozione dei provvedimenti europei indicati nel nostro non paper promosso insieme a Francia, Germania e Polonia. Noi non molliamo”, ha concluso.
