Green pass: contrario anche il sindacato dei Carabinieri

Questo governo sta tirando la corda. Draghi tira dritto per la sua strada convinto che un Paese si amministri con le regole della Banca centrale europea o di un grande fondo d’investimento.

Quando si è al vertice di un’istituzione come la Bce è facile suonare il campanello e dare disposizioni alla segretaria o al dirigente sottoposto, i quali provvedono immediatamente ad eseguirle.

Quando si governa una Nazione si possono scegliere dei ministri ossequienti (meglio se con un’esperienza che si ferma alle scartoffie burocratiche) disposti ad ottemperare con solerzia alle disposizioni ricevute, ma occorre tenere conto che gli attori ultimi con i quali fare i conti sono milioni di cittadini, che non dovrebbero essere vissuti come una controparte.

Draghi non è sprovveduto e, come tutte le persone decise, è abituato a raggiungere gli obiettivi che si pone. Per ottenere l’immunità di gregge e contenere il virus di Wuhan ha optato per l’introduzione del passaporto sanitario.

Difficile ora comprendere la sua ostinazione (non quella dei ministri della Salute e degli Interni che si muovono sempre su suo ordine) a mantenere in esercizio il green pass a meno di non supporre che proprio facendo leva su questo si voglia acuire la già alta tensione sociale.

Se l’obiettivo è protrarre lo stato di emergenza oltre il 31 Dicembre che cosa meglio di un atto inconsulto di qualche cittadino esasperato in modo da giustificare poi drastici provvedimenti da parte del governo?

C’è poi un forte sospetto: il green pass, quando le aziende avranno sopportato i costi dei nuovi disposizioni elettronici per verificarne l’attendibilità, non sarà più rimosso, dimostrandosi così un efficace strumento di controllo dei lavoratori, cioè della popolazione attiva italiana.

Allora la domanda è: Draghi, Macron, Letta, Berlusconi, Speranza, Soros, Gates, Von der Leyen, Rothschild, Rockfeller, Biden sono filantropi o illuminati decisi ad imporre la loro visione della vita a milioni di persone?

Aleggia poi un altro sospetto: non è che si vuole vaccinare il 100 per cento della popolazione italiana per evitare che un domani possano nascere confronti tra i pochi non vaccinati e la moltitudine di vaccinati, con il rischio di scoprire che, purtroppo, il vaccino ha sviluppato gravi patologie in molti di questi ultimi?

Questo accanimento verso coloro che non intendono sottoporsi alla vaccinazione è sospetto e fa sorgere inquietudine anche in chi s’è vaccinato. Nelle piazze di Milano, come in quelle di molte altre città, sono un’infima minoranza i no vax che da diversi sabati sfilano in migliaia.

Ai cortei partecipano insegnanti, professionisti, docenti universitari, studenti, commercianti, operai e persino qualche magistrato. Appare evidente che il Capo del Governo non si mostri preoccupato dei fermenti che agitano milioni di cittadini.

Più che fermezza nei confronti di pochi facinorosi si ha l’impressione che, costi quel che costi, l’intera comunità nazionale debba uniformarsi al programma che Draghi ha concordato con la nomenclatura europea.

Siamo arrivati al punto che Unarma, il sindacato dei Carabinieri (di cui pubblichiamo qui sotto il testo integrale del comunicato inoltrato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), ha dovuto fare ricorso contro il green pass voluto da Draghi in una forma così oppressiva che non lascia dubbi sulla sua reale utilità: la schedatura delle persone.

GREEN-PASS-UNARMA-

Alberto Comuzzi ©

Condividi:

Related posts