Gaza, Magoni (FdI): “scenario inquietante su finanziamenti a Hamas, ora piena chiarezza”

L’europarlamentare Lara Magoni accende un faro sulle indagini italiane riguardanti il circuito dei finanziamenti legati a Gaza. Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, l’emersione di soggetti consapevoli del dirottamento di denaro verso attività terroristiche impone un dovere di trasparenza immediato verso i cittadini e la sicurezza europea.

«Da Bruxelles non possiamo più ignorare quanto sta emergendo sul circuito dei finanziamenti legati a Gaza. Per mesi, anche in Italia, chi non si è allineato a una narrazione ideologica e militante è stato attaccato con accuse inaccettabili, arrivando persino a essere bollato come complice di crimini gravissimi». Lo dichiara in una nota Lara Magoni, eurodeputata di Fratelli d’Italia – ECR. «La posizione di Fratelli d’Italia – prosegue Magoni – è sempre stata chiara: solidarietà alla popolazione civile palestinese, ma nessuna ambiguità nei confronti di Hamas e di chi lo sostiene o lo giustifica. Una linea di responsabilità che abbiamo mantenuto ben prima del 7 ottobre, quando molti preferivano chiudere gli occhi». Secondo l’eurodeputata, le indagini condotte dalle autorità italiane stanno delineando uno scenario inquietante: «Il lavoro della Direzione centrale della Polizia di prevenzione e dei nuclei specializzati della Guardia di Finanza sta rivelando che una parte dei fondi raccolti con finalità umanitarie sarebbe stata dirottata per finanziare Hamas, sostenendone attività terroristiche, reti logistiche e reclutamento internazionale». «Si tratta di un fatto gravissimo – sottolinea – che colpisce da un lato la buona fede dei cittadini europei e italiani che hanno donato pensando di aiutare la popolazione di Gaza, dall’altro la sicurezza stessa dell’Europa. Ancora più preoccupante è l’emersione di soggetti che avrebbero agito con piena consapevolezza della reale destinazione del denaro». «È quindi indispensabile – conclude Magoni – fare piena chiarezza anche sul piano politico e istituzionale. Occorre verificare se vi siano state responsabilità o sostegni, diretti o indiretti, da parte di ambienti politici o parlamentari. La trasparenza non è un’opzione, ma un dovere verso i cittadini europei e italiani in particolare».

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