Bianchi: ascolto i cittadini e immagino una Varese autonoma da Milano

Domenica 29 Agosto, dopo avere incontrato i residenti e i commercianti del borgo del Sacro Monte nella location Camponovo, il candidato sindaco del centro destra, Matteo Bianchi, ha presentato, nel medesimo luogo attorno alle 19.30, il programma della sua coalizione.

All’incontro erano presenti 150 persone (l’accesso era consentito a coloro che erano muniti di green pass) e tra queste il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti e il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana.

Prima di delineare i punti programmatici essenziali per lo sviluppo futuro della città, il Candidato sindaco ha dato la parola al Ministro Giorgetti che ha messo in luce le vie più praticabili per Varese per concorrere, a pieno titolo, ad ottenere le risorse messe a disposizione dal Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza preparato dall’Italia per rilanciare la fase post pandemia del virus di Wuhan).

Si tratta di un fondo per la ripresa europea che si aggira attorno ai 750 miliardi di euro. Giorgetti ha poi preso lo spunto per sottolineare l’esperienza e la competenza dell’onorevole Matteo Bianchi «che ha la capacità di ascoltare e di fare sintesi tra le diverse anime della coalizione che lo sostiene e con la quale intende lavorare, in armonia, per i prossimi cinque anni».

Giorgetti ha poi ricordato che il progetto del centro destra per Varese tiene conto della realtà territoriale del capoluogo, il quale deve essere in grado di contemplare la partecipazione corale dello sviluppo dei tanti importanti comuni che lo circondano.

In altri termini: Varese è fatta da castellanie, da rioni, che hanno la stessa dignità del centro storico e che quindi non possono essere abbandonati a sé stessi o, peggio, al degrado.

Varese è anche un grande polmone dove il verde, fortunatamente, la fa ancora da padrone; un bene che va quindi custodito perché è un patrimonio di cui beneficiano anche i territori limitrofi.

In modo misurato, come è nel suo stile (anche se ha parlato un’ora ad un pubblico per nulla distratto), Bianchi s’è limitato a dire che «ascolto, ascolto molto, anche perché non ho verità in tasca.

Sono portatore di una cultura cattolica e liberale e credo molto nell’autonomia delle istituzioni e delle persone, che devono essere messe in grado di realizzare i loro progetti, a patto che siano conformi al bene pubblico e non esclusivamente personale».

La città che ha in mente Bianchi è un luogo che deve essere attraente e accessibile non solo ai residenti nel comune, ma anche a coloro che vivono nei territori attigui.

In estrema sintesi la Varese di Bianchi è un’area che va oltre i confini urbani, retta da una coalizione “territorial-popolare”, che ha come obiettivi il consolidamento della vocazione turistica e il rilancio delle principali attività produttive e commerciali.

Una Varese, insomma, sempre più autonoma, capace di produrre lavoro per i propri cittadini non più costretti ad un pendolarismo verso il magnetico capoluogo lombardo.

Didascalia: l’on. Matteo Bianchi (a destra) con Giancarlo Giorgetti, ministro per lo Sviluppo economico (archivio Vareseinluce.it)

Alberto Comuzzi ©

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