Hiroshima e Wuhan simbolo della sofferenza (e stoltezza) umana

Dal 6 Agosto 1945, 76 anni fa, l’uomo sa che può autodistruggersi. Con la bomba atomica sganciata su Hiroshima l’umanità ha avuto consapevolezza che il mondo può finire.

Prima gli statunitensi, poi i russi e via via gli inglesi, i francesi, i cinesi, gli israeliani, gli indiani e ora, pare pure, gli iraniani si sono lanciati nella corsa per approntare ordigni nucleari rendendosi però conto che, qualora ne dovessero fare uso, trarrebbero, sì, il vantaggio del primo colpo, ma anche la certezza della propria fine.

Sono talmente tanti e distribuiti nei luoghi più impensati gli ordigni nucleari, che è impossibile neutralizzarli una volta lanciati sugli obiettivi prefissati.

La “guerra fredda” tra Stati Uniti ed ex Unione Sovietica, che paradossalmente ha garantito tanti anni di pace, aveva proprio come deterrente il timore di usare la forza nucleare perché nessuno dei contendenti avrebbe prevalso, ma entrambi si sarebbero autodistrutti e con loro l’umanità intera.

Così la Cina che, fin dalla rivoluzione comunista di Mao Zedong, accarezza il sogno egemonico di governare il mondo (come una parte di tecnocrati occidentali – statunitensi in particolare – che hanno in Bill Gates il loro più alto rappresentante), ha ritenuto molto più efficace, per raggiungere il suo scopo, approfondire gli studi per sostituire i virus ai missili.

Intendiamoci, a credere nell’efficacia della guerra batteriologica non è solo il governo cinese, ma, per quanto sta emergendo, sembrerebbe essere stato il primo ad averla adottata.

Con il passare dei giorni la verità viene a galla e sempre più persone comuni, oltre a medici, intellettuali e politici di vario orientamento si pongono domande su ciò che è accaduto e sta accadendo (non solo in Italia) dall’Ottobre 2019 a Wuhan, da quando cioè da un laboratorio di quella città s’è diffuso il micidiale virus.

Ovviamente i depistaggi sono all’ordine del giorno in questa materia. Si è arrivati a contestare e a denigrare persino il premio Nobel per la Medicina, Luc Montagnier, perché con il bio-matematico Jean-Claude Perez, ha scoperto che la sequenza dell’Aids è stata inserita nel genoma del Coronavirus per fare il vaccino.

Qui non si tratta di alimentare complotti o complottismi, ma di ripassare un po’ di storia e di ricordare le teorie demografiche dell’inglese Thomas Robert Malthus (1766-1834), che riteneva indispensabile bloccare la popolazione per impedire l’impoverimento dell’umanità.

La sua teoria fu ripresa da altri. Negli anni Venti del secolo scorso da Margaret Sanger negli Stati Uniti, la quale, nel 1927, organizzò il primo Congresso sul controllo delle nascite.

La Sanger, sostenuta economicamente dai Rockefeller, fu anche la fondatrice del movimento massonico “Sessualità libera” e ricoprì il ruolo di principale finanziatore nella ricerca sulle pillole abortive.

Un’altra fautrice del malthusianesimo fu Marie Stopes, fondatrice nel 1921 del National Birth Control Council in Inghilterra poi Family Planning Association, coinvolta nel movimento eugenetico, che favorisce il divieto di matrimoni razziali e propugna la sterilizzazione obbligatoria di persone ritenute inadatte alla riproduzione.

Paladino dell’ideologia del controllo demografico fu anche il militare e medico canadese Brock Chisholm, primo direttore della Organizzazione Sanitaria Mondiale dal 1948 al 1953 e successivamente presidente della Federazione Mondiale di Salute Mentale.

Celebre la sua dichiarazione: «Per arrivare a governare il mondo bisogna rimuovere dalle menti l’individualismo, il rispetto delle tradizioni famigliari, il patriottismo nazionale e i dogmi religiosi».

In un’altra circostanza Chisholm ebbe a dire che «i bambini non dovrebbero essere incoraggiati a credere a Babbo Natale o alla Bibbia».

E qui veniamo al punto: l’umanità, fin dai tempi di Caino e Abele, ha dovuto fare i conti tra il bene e il male e prendere atto che esistono buoni e cattivi.

Sicuramente è malvagio chi si arroga il diritto di disporre della vita, fino a toglierla, di milioni di suoi simili. Ne consegue che sono aberranti le idee e le dottrine che tendono a controllore e a pianificare il mondo.

Duemila anni fa è apparso sulla Terra un tal Gesù di Nazareth (che molti hanno riconosciuto come Dio) e da quel momento il mondo ha preso una piega totalmente diversa rispetto a prima.

L’errore che instancabilmente – e stupidamente – molti uomini continuano a commettere è di ritenere che questo Dio sia un’invenzione umana e che comunque non sia mai esistito. Di più: una parte di costoro è persuasa che con la conoscenza (leggi scienza) sia possibile andare oltre a qualsiasi dio (qui la “d” minuscola è in omaggio al loro sentire).

Ebbene è in questa permanente lotta tra il bene e il male, tra uomini timorati di Dio ed esseri a Lui ostili fino a condividere suggestioni luciferine, che si dipana l’intera esistenza umana.

I cristiani, come annunciato dal loro Fondatore, hanno un motivo in più per confortarsi e rasserenarsi rispetto ai fedeli di altre religioni: la promessa che «le forze del male non prevarranno».

Domanda: meglio stare con la Chiesa che proclama l’infinita grandezza di quel Padre pronto ad accogliere, nei tempi da lui stabiliti, chiunque gli si affidi umilmente, o con chi, fiero delle proprie scienze e conoscenze, si sente legittimato a governare il mondo fino a decidere i tempi di permanenza su di esso di milioni di propri simili?

Alberto Comuzzi ©

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