Rosario Livatino il giudice giusto

Rosario Livatino il giudice giusto scritto da Toni Mira, edito da San Paolo ( 236 pp – 18 euro) racconta la vita del magistrato Rosario Livatino esplorando i diversi aspetti della sua esistenza raccontando l’uomo, il cittadino, il servitore dello Stato.

Come ricorda Don Ciotti nella prefazione “ogni ritratto accosta luci, ombre e colore”. Quando fu assassinato venne ritrovata la sua agenda che riportava sulla prima pagina la scritta “s.t.d.” SUB TUTELA DEI.

Costituzione e Vangelo questo era il giudice Livatino. Una persona semplice che prima di raggiungere il tribunale si recava a pregare nella chiesa di San Giuseppe che non si nascondeva come quando fu segretario della sottosezione ANN di Agrigento o con il suo impegno nell’Azione Cattolica.

Tornando alle parole di Don Ciotti la luce è definita da una frase dell’intervento di Livatino su “Fede e Diritto” :  “il peccato è ombra e per giudicare occorre la luce e nessun uomo è luce assoluta”.

La luce, la verità sono quindi aspirazioni a cui l’uomo deve tendere ed è ciò che ha guidato la vita, anche professionale, del giudice. Le ombre sono rappresentate dalla prepotenza e dalla violenza mafiosa che calpestano il diritto e oscurano la verità.

Il colore è dato dall’inchiostro rosso con il quale aveva annotato la data di ingresso in Magistratura; il rosso del sangue versato per essere rimasto fedele alla professione giuridica che interpretava come una vocazione e non come un esercizio di potere.

Il verde che ricorda l’impegno nei confronti dell’ambiente e delle indagini sugli eco-reati di cui Livatino si occupa ancor prima che fossero ritenuti tali dall’ordinamento giuridico.

L’attenzione alla natura derivava dal vederla come armonia del creato e fu il primo Magistrato ad attuare la confisca dei beni dei mafiosi con l’intento di indebolire il controllo che le cosche avevano sul territorio.

Il bianco la beatificazione dove la Chiesa dice che Livatino non è solo un uomo, un Magistrato ma qualcuno tanto vicino a Dio da morire per la sua fede.

Diventa Beato “in odium fidei” perchè l’omicidio era l’unico atto per battere la sua fede vista dai criminali come un ostacolo insormontabile nella ricerca costante di verità e giustizia.

Il ricordo del giudice Rosario Livatino vivrà per sempre in chiunque si batte contro ogni prepotenza, violenza, sopraffazione dell’uomo sull’uomo. Rosario Livatino sarà beatificato il 9 Maggio 2021.

Donatella Salambat ©

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