Quegli italiani dimenticati per la realpolitik

Dobbiamo essere riconoscenti ai giornalisti Donatella Salambat e Alberto Comuzzi per avere raccolto le testimonianze di tanti connazionali sopravvissuti all’epurazione dei comunisti titini nel decennio 1945-55.

Ancor più riconoscenti dobbiamo essere ai veri protagonisti del libro, coloro che hanno accettato di ricordare, riaprendo ferite, mai totalmente rimarginate, i momenti dell’abbandono della loro terra, dei loro beni e soprattutto dei loro affetti più cari.

“Testimoni di un esodo” (pp. 194, € 12,00) è un bel libro, scritto con una prosa concisa per raggiungere il pubblico più vasto e, quel che merita davvero sottolineare, senza indugiare su aspetti facilmente strumentalizzabili per coinvolgere emotivamente il lettore.

Le parole dei testimoni sono esplicative e bene hanno fatto i Coautori a rispettarle senza aggiungere commenti personali. Il testo è pubblicato da Mimep Docete, una piccola, ma agguerrita casa editrice condotta da una comunità di suore polacche che hanno accettato di metterlo in catalogo dopo averne attentamente valutato il contenuto.

Come hanno spiegato Salambat e Comuzzi la Direttrice editoriale ha perfettamente valutato che il libro non fosse uno strumento per rinfocolare inimicizie o accendere gli animi su questioni tanto dolorose come l’esodo di 350.000 istriani, giuliani e dalmati dalle loro terre, ma un documento carico d’umanità per non dimenticare le sofferenze di tanti italiani.

Un giudizio, quello delle Suore polacche, che è un’ulteriore garanzia per il lettore perché pronunciato da chi il nazismo e il comunismo lo ha sperimentato sulla propria pelle dal 1941 al 1991 ed è quindi abilitato a riconoscerne bene le radici.

Il testo è impreziosito da una penetrante prefazione dell’arcivescovo di Trieste, monsignor Giampaolo Crepaldi che, tra l’altro annota come «far emergere e rendere condivise le sofferenze patite dalle popolazioni dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia è un atto meritorio di questo libro e, insieme, un atto di giustizia a fronte di un colpevole oblio con il quale per tanti, troppi ani, si sono volute nascondere le cause del dramma dell’esodo e delle foibe».

Oltre che nelle librerie cattoliche il libro è reperibile scrivendo alla casa editrice: Mimep-Docete – via Papa Giovanni XXIII, 2 – 20042 Pessano con Bornago (MI) – tel. 02/9574.1935; 02/9574.4647; www.mimep.it – info@mimep.it

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