Perchè insegnare ancora religione

“Perché insegnare ancora religione” edito da San Paolo (126 pag, 15,00 euro) di Sergio Cicatelli e Luca Raspi,   tentano di chiarire i dubbi sull’insegnamento della religione.

Sergio Ciccatelli dirigente scolastico e docente di Pedagogia, Didattica e Legislazione scolastica in università pontificie romane è esperto delle problematiche dell’Irc (Insegnamento della religione cattolica) ha seguito negli ultimi 30 anni la sua evoluzione ed insieme a Luca Raspi docente in Irc in un liceo Scientifico  delle Scienze Umane e di Legislazione scolastica presso un istituto ligure, laureato in Filosofia, in psicologia e in scienze Religiose, hanno voluto  con quest’opera  spiegare come l’insegnamento della Religione sia cambiato in Italia dalla pubblicazione della  Nota Cei prodotta 30 anni fa.

Molte cose sono cambiate nella società da allora. Dagli  anni ’90 si aveva l’impressione che l’ insegnamento della religione cattolica dovesse lentamente morire, anche se oggi, sembra che la situazione sia completamente cambiata.

L’insegnamento della religione cattolica è fondamentale perché contribuisce alla formazione civile, culturale e sociale degli alunni. L’educazione e l’istruzione non possono essere elementi separabili perché come scrivono gli autori “l’educazione si nutre di istruzione e l’istruzione produce effetti educativi”.

La religione cattolica,  ancora oggi.  è la materia con meno ore nell’ambiente scolastico anche se non si discute sulla sua utilità.

Il critianesimo ha influenzato nei secoli il mondo dell’arte, della letteratura e influenzato i costumi occidentali il suo ruolo è di primaria importanza.

E’ anche vero che il tema dell’insegnamento religioso debba affrontare un cambio di passo e con testi scolastici molto più vicino al mondo dei giovani.

I due autori affrontano il tema complicato dell’insegnamento religioso che oggi deve affrontare molte sfide ma quella più importante è legata alla multicultura dove l’Irc può apparire una identità molto caratterizzata ma non per questo chiusa al confronto.

Forse potrebbe avere un taglio più culturale e per questo aperta a ragazzi indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa.

Nel mondo di oggi  i giovani sono bombardati da notizie sul fondamentalismo religioso una buona educazione religiosa potrebbe essere un’arma efficace contro ogni forma di deviazione

L’ora di religione è fondamentale perché non è una materia in cui si deve imparare a calcolare o imparare una nuova lingua ma deve essere uno strumento attraverso il quale l’allievo possa capire decifrare la realtà complessa nella quale si vive..

Donatella Salambat ©

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