Nella luce improvvisa

Enzo Romeo nel libro “Nella luce improvvisa” edito da Àncora spiega il valore delle poesie confinarie di Cesare Pavese; il titolo del libro prende origine da una delle liriche scritte da Pavese nel Settembre 1935.

Si tratta di sedici liriche scritte a Branca Leone Calabro dove Pavese sconta il confino politico dal 4 Agosto 1935 al 15 Marzo 1936. Il confino per Pavese è stato una clausura morbida, ben accolto dalla popolazione che lo chiamava “il professore” osservandolo seduto al tavolino del bar a leggere gli appunti da cui nascevano le sue poesie.

Pavese giunge a Branca Leone in piena Estate ed ogni mattina poteva vedere sorgere il sole sulla costa orientale della Calabria; nei sette mesi passati al confino Pavese si dedica allo studio dei personaggi della cultura greca come Omero e Ulisse da cui trae ispirazione riprendendo anche lo studio del greco antico come un ritorno ad un antico amore.

In una delle prime poesie composte al confino “Luna d’Agosto” si nota l’influenza della cultura greca nell’opera dell’autore con una esaltazione del simbolismo mitico con una prevalenza della descrizione simbolica del paesaggio.

Il saggio analizza le liriche calabresi di Cesare Pavese dove Enzo Romeo affronta il rapporto che nelle liriche si crea tra il paesaggio (rocce rosse lunari) e l’io lirico dell’autore; si evidenzia come i versi di Pavese riflettono aspetti sociali e politici ancora oggi attuali.

Nelle liriche di Pavese si crea un ponte tra l’autore, il lettore ed i luoghi descritti arrivando alla creazione di una personalità spirituale attraverso la poesia.

“Nella luce improvvisa” è un’opera in cui a rigore critico si unisce la partecipazione emotiva rendendo omaggio alla poesia di Pavese con riflessi straordinari nell’attualità.

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