Napoleone e i suoi due Papi

Ei fu….., così canta Alessandro Manzoni nella ode “Il cinque Maggio” che annuncia la morte di Napoleone Bonaparte a Sant’Elena nel 1821. Così inizia, anche,  il libro di Luca Crippa, scrittore e saggista saronnese, autore di “Napoleone e i suoi due Papi” edito da San Paolo, (22,00 euro -236 pag), che racconta le gesta di Napoleone, nato nel 1769 in Corsica.

Il libro esce nel bicentenario della morte del condottiero e imperatore francese ed accompagna il lettore nella vita di questo personaggio storico nel suo travagliato rapporto con la chiesa e di come riuscì a trasformare le relazioni tra Chiesa e Stato. L’autore offre una visione della vita privata e politica del condottiero.

Il viaggio inizia con una descrizione della famiglia d’origine; la madre cattolica ed il padre sostenitore del libero pensiero. Fin da giovane Bonaparte non cresce in un ambiente di grande fervore cattolico.

Crippa si addentrerà anche nel rapporto tra Bonaparte ed il mondo femminile, cita le due donne più importanti della sua vita Désirée Clary, sorella minore della cognata, Julie Clary, giovane sposa del fratello Giuseppe, che conobbe a Marsiglia e con la quale si fidanzò e Giuseppina di Beauharnais donna di sei anni più anziana di lui già madre di due figli, vedova del generale  Alexandre de Beauharnais, che sposò Napoleone nel 1796. 

Anche se di lei si dicesse avesse molti amanti e fra questi il direttore Barras, colui che aveva consentito a Napoleone di uscire dallo stato della radiazione dall’esercito nel 1795.

Napoleone, uomo di grande potere si circondò di donne di grande fascino, forse per strategia politica, ma l’autore rimarca l’importanza che una donna più di tutte, ebbe nella vita di Napoleone.

Josephine, forse l’unica donna che amò veramente, nonostante la loro relazione fu minata dalle numerose infedeltà di entrambi. Sono famose le romantiche ed appassionate lettere scritte quando Bonaparte era impegnato con la Campagna d’Italia. La storia di questo personaggio storico è caratterizzata, anche, dalla presenza di due Papi.

Papa Pio VI che nel 1798 i francesci cacciarono da Roma e lo costrinsero a morire in esilio in Francia e Pio VII che fu prigioniero di Napoleone dal 1809 al 1814. Quegli anni la Chiesa subì persecuzioni, requisizione forzata di beni ecclesiastici, soppressione  di interi ordini religiosi, chiusura di conventi e molti vescovi venivano nominati solo se fedeli al sovrano francese.

Forse la Chiesa trovò in questo condottiero, che arrivò quasi dal nulla, un umile soldato francese, nato in Corsica, il suo anticristo che conquistò il potere in Francia e i territori di mezza Europa.

Il libro svela la figura di un personaggio storico che da sempre ha incuriosito e attirato l’attenzione del pubblico che morì a Sant’Elena nel 1821, che aveva una sua visione della religione e soprattutto di come dovevano essere i rapporti tra Stato e Chiesa .Ancora, oggi, vive il suo lucido pensiero che può tradursi in questa frase “I popoli passano, i troni crollano ma la Chiesa resta.”

Donatella Salambat ©

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