La più bella gioventù lecchese (1955-1968)

“Quella baldanza ingenua” è una delle tante penetranti espressioni con cui don Luigi Giussani ha calamitato l’attenzione di migliaia di ragazzi che hanno fatto l’esperienza di Gs (Gioventù studentesca), da cui sarebbe poi nata Comunione e Liberazione.

“Quella baldanza ingenua” è ora diventato il titolo del libro con cui Giulio Boscagli, lecchese doc, ricostruisce la vicenda dei giessini della sua città dal 1955 al 1968. È innanzi tutto un inno di ringraziamento, il suo, verso i saggi attori che hanno reso possibile quella formidabile stagione della comunità lariana di Gs.

Sfilano così, nelle 290 pagine del testo (pubblicato dalle Edizioni Teka a € 20), le figure di vulcanici sacerdoti come don Giovanni Ticozzi, don Giovanni Brandolese, don Giovanni Borsieri, don Giuseppe Tagliabue, don Mario Molteni, don Enrico Assi, don Ambrogio Valsecchi, don Spirito Colombo (ma l’elenco sarebbe troppo lungo per citali tutti), ai quali va riconosciuto il merito di avere cresciuto nella fede centinaia di giovani diventati maturi cittadini, alcuni dei quali avrebbero poi vivificato importanti istituzioni facendosi onore.

L’Autore mette in luce come la comunità di Gs a Lecco sia naturalmente diventata un faro per tante altre sorte nel Paese grazie al lavoro propedeutico di don Spirito Colombo, architetto, insegnante, esperto di musica, coadiutore nella parrocchia di San Nicolò, il quale, prima ancora che Gioventù studentesca attecchisse nella città lariana, aveva inaugurato un percorso coinvolgente per tanta gioventù.

La pedagogia di don Spirito (che sarà sostanzialmente condivisa da don Giussani) contemplava la conciliazione della proposta spirituale cristiana strettamente coniugata con l’educazione musicale, con l’approfondimento di testi teatrali e poetici, con una serie di programmi ricreativi e sportivi che spaziavano dalle scuole di danza classica al modellismo, dalla pratica dello judo alla scherma fino all’organizzazione di tornei di calcio, pallacanestro e pallavolo.

Il lavoro di Boscagli è una meticolosa ricostruzione – arricchita da nomi, date, documenti, fotografie – dell’esaltante storia di un Movimento che ha coinvolto più d’una generazione di lecchesi formandoli e consentendo loro di porre solide basi spirituali e umane sulle quali costruire la vita.

È interessante notare come la crescita del Movimento di Gs sia strettamente connessa – oltre ai fondamentali “Raggi” vivificati da momenti di preghiera e di riflessioni spirituali –, ai tentativi di dialogare con il mondo altro (leggi le diverse espressioni della cultura laica) attraverso la pubblicazione di periodici come “12,30”, che si fonderà con il Michelaccio” dei giessini varesini, “il Trichecco”, “il Crocevia”, “Presenza”, “Milano studenti”, per non parlare dei libri “Verde”, “Rosso” e “Marrone”.

Il primato della parola usata per illuminare la Parola emerge con evidenza in Gioventù studentesca prima e in Comunione Liberazione poi. Il successo di entrambi i Movimenti nasce da una cultura innervata nel “Logos che si è fatto carne”: una cultura che valorizzando l’uomo si esprime in quell’umanesimo integrale di mariteniana memoria.

Fa molto bene Boscagli ad annotare a pagina 95 quanto riportato dal settimanale cattolico “Il Resegone” in una cronaca del 6 Febbraio 1960.

Ad un dibattito sui giovani al Centro di cultura sono presenti rappresentanti della Gioventù di Azione Cattolica, della Federazione universitari cattolici italiani e di Gioventù studentesca, ma brillano per la loro assenza nel confronto quelli dell’ Asul (Associazione studenti universitari lecchesi), portatrice di una visione laica della società.

Scrive l’Autore: «Per capire la portata di questo accenno di cronaca occorre ricordare che la crescita a Lecco del Movimento giessino, sempre più definito da una sua identità cattolica piuttosto che da quella di una associazione culturale come poteva apparire agli inizi, non era vista di buon occhio da una certa borghesia laica che in città manteneva profonde radici di forte agnosticismo quando non di critica aperta al cristianesimo.

Le battaglie laiciste e massoniche contro il cattolicesimo lecchese appartengono alla storia, ma quelle idee mantenevano allora e forse mantengono ancora oggi una radicata presenza. La Asul era stata costituita proprio in opposizione a Gs, Fuci e Giac, in quegli anni identificabili facilmente come un’unica realtà».

Nel libro il nome di Angelo Scola (cardinale, arcivescovo emerito di Milano) che firma la prefazione, è ripetutamente citato perché l’intera vicenda giessina lecchese è segnata dalla sua personalità carismatica, prima ancora che diventasse presidente del Movimento agli inizi degli Anni Sessanta.

Molti lettori si ritroveranno nella trama dei fatti descritti da Boscagli e, legittimamente, potranno pure sorprendersi nel provare qualche emozione tornando con la memoria a quei tre lustri. Il plauso che sentiamo di tributargli, a lettura conclusa, è di avere aggiunto un tassello importante alla ricostruzione della presenza cattolica in una città, Lecco, che tanto ha significato per l’associazionismo cristianamente ispirato dell’intero Paese.

Alberto Comuzzi ©

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