La pietra scartata

“Non essere protagonista” è il tema principale dell’opera di Luigi Maria Epicoco, autore de “La pietra scartata” edito da San Paolo (218 pp – 16.00 euro). Luigi Maria Epicoco è un sacerdote della diocesi dell’Aquila ed insegna Filosofia alla Pontificia Università Lateranense, si dedica anche alla formazione di laici, religiosi tenendo ritiri, corsi ed esercizi spirituali.

Nel libro l’autore cita che Dio come segno inconfondibile preferisce il “non protagonismo”, infatti, Gesù nasce in una stalla, da gente povera e tutta la sua esistenza è stata protesa nel raccogliere dalla periferia e mettere al centro.

Nella “pietra scartata” si parla delle debolezze che ognuno di noi possiede perché partendo proprio da esse che s’incontra Dio. Don Epicoco racconta che la Bibbia non parla di persone importanti o di eroi, ma di gente semplice. L’autore dedica attenzione anche alla fede e ciò che intendiamo possa essere. La fede non appare per magia, ma è in rapporto con le nostre scelte. Siamo noi che decidiamo di scegliere a chi credere o di chi temere.

“E’ necessario che ogni cristiano punti il suo sguardo su Gesù non per ammirarlo, ma per vivere come lui, per scegliere come avrebbe fatto lui o per fare come avrebbe fatto lui” è uno dei passi fondamentali del libro di Epicoco.

Importante tassello di questo libro è anche il tema dell’amore che è dentro di noi. L’autore affema “Il male colpisce e tenta di mettere in crisi l’amore che è dentro di noi”. Don Epicoco cita questo esempio “ciò che fa il male non è far compiere i peccati, ma incrinare la logica dell’amore che è in noi”. La santità per ogni cristiano è incontrare l’amore perché il peccato e la colpa spesso sono prigioni che il cristiano costruisce per se stesso.

Ciò che ci avvicina a Dio sono le piccole cose che troviamo nel quotidiano che molto spesso ci colgono di sorpresa e ci obbligano a fare i conti con noi stessi. Per i cristiani l’incontro con Gesù equivale a uno spiraglio di luce sul futuro piccoli attimi carichi di significato che rendono indimenticabile la persona che li ha generati.

Donatella Salambat ©

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