La musica dell’universo

Albert Einstein, un pianoforte, la sorella Maja sono gli ingredienti per raccontare la storia di uno dei periodi più oscuri dell’Europa e dell’Italia, negli anni della Seconda Guerra Mondiale.

La Musica dell’universo di Laura Corsini, edito da San Paolo (400 pag., 22 euro) attraverso personaggi reali attraversa un periodo storico che vide l’affermarsi del nazismo e delle leggi razziali.

L’autrice con una scrittura semplice e ricca di dettagli ha saputo descrivere la follia dell’odio che in quegli anni ha invaso il nostro Paese. Il racconto è ambientato a Firenze e ruota intorno a due personaggi Hans-Joachim Staude, pittore che vive nel capoluogo fiorentino ed un uomo Vero Besso erede dei beni del fisico Albert Einstein.

Un giorno del 1957, l’artista riceve la visita dell’uomo che deve inventariare i beni del fisico di cui è venuto in possesso dopo la sua morte.

L’artista, Staude, il giorno della partenza da Firenze di Maja, riceve in consegna un magnifico pianoforte “Bluthner”, che ricevette in dono per il suo cinquantesimo compleanno.
Staude accoglie l’ospite venuto a chiedere informazioni riguardanti lo strumento ed in quell’occasione narra la storia del pianoforte che si identifica con le vicissitudini della famiglia Einstein.

L’uomo nell’ascoltare il racconto si rende capisce che il posto più adatto per quell’oggetto è quella casa, dove Maja ha voluto che rimanesse e che l’artista è l’unica persona a capirne il significato ed il valore.

Besso è consapevole del valore economico e dell’importanza che uno strumento come quello avrebbe destato essendo appartenuto alla famiglia Einstein ma realizza, nell’ascoltare la storia, che il suo valore non è solo economico ma anche simbolico in quanto un oggetto testimonia la vita di persone che non ci sono più.

Un romanzo ispirato a fatti storici veri e a personaggi reali che si miscela con la fantasia e porta il lettore nelle vie di Firenze durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale raccontando storie orribili riuscendo a sopravvivere con la forza della musica.

Donatella Salambat ©

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