Bergius l’ultimo Longobardo

Bergius, l’ultimo Longobardo scirtto da Tiziano Viganò con prefazione di Franco Cardini, edito da  Mimep Docete (pag. 326 – 12,00 euro), un racconto storico che parla di eventi che avvengono tra le montagne ed i laghi dell’Italia settentrionale, l’Abbazia di Civate, la “sacra di San Michele” e la città di Pavia al tempo dei Longobardi e della loro sconfitta ad opera di Carlo Magno.

Bergius, figlio di Marech allevatore di maiali, è un giovane di origine longobarde. La storia inizia con il giovane che insegue per prati, pendii e boschi uno dei sette maiali del padre che era scappato.

Nel fare ciò giunge ad un monastero, l’abbazia di Civate, dove assiste ad un prodigio. Il principe Adalgisio, figlio del re longobardo Desiderio, entrato nell’abbazia inseguendo a sua volta il maiale che si era rifugiato ai piedi dell’altare come per chiedere protezione a Dio, perde la vista.

Bergius assiste all’episodio ed all’intervento di un monaco “Drudo” che prende il giovane principe e lo conduce all’ombra di un pino sciacquando gli occhi con acqua fresca e cristallina.

Il principe Adalgisio riacquista per miracolo la vista. Bergius da testimone dell’evento sarà protagonista di un’avventura che lo porterà a diventare cavaliere lonogbardo. Con l’arco e la spada e due fedeli amici, un cane ed un lupo, che lo seguono sempre, combatte con l’esercito di re Desiderio alla battaglia delle Chiuse, dove i longobardi sono sconfitti dai franchi.

Partecipa, da difensore all’assedio della città di Pavia, i longobardi vengono sconfitti ma Bergius si salva e con lui la schiava Ansa di cui è innamorato; da lei impara il valore del cristianesimo dove il credere in Cristo rende liberi ricevendo anche il battesimo.

Caratteristica del romanzo è la voce narrante del vecchio amanuense che ha il compito di aiutare il lettore a capire il momento storico in cui gli eventi si succedono.

In conclusione l’insegnamento che traspare da questa storia è che qualunque sia le origini di una persona ognuno di noi ha un suo percorso da realizzare ed il Signore “predilige ognuno di noi” perchè per Cristo “tutti siamo un prodigio”.

Donatella Salambat ©

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