Inaugurate le panchine del ricordo al quartiere Giuliano-dalmata di Roma

Fonte: https://www.anvgd.it/inaugurate-le-panchine-del-ricordo-al-quartiere-giuliano-dalmata-di-roma/

a cura di Lorenzo Salimbeni – Panchine tricolori o Panchine del Ricordo si stanno diffondendo in tutta Italia con riferimenti alle vicende del confine orientale italiano, ricordano esuli o infoibati. Una delle prime fu inaugurata al Quartiere Giuliano-dalmata di Roma, in memoria di Norma Cossetto e di tutte le vittime delle foibe, su iniziativa del Coordinamento delle Associazioni storiche del quartiere, di cui fa parte pure il Comitato provinciale di Roma dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Adesso lo storico insediamento dei giuliani, fiumani e dalmati alla periferia meridionale della capitale ha decorato le panchine del Viale Oscar Sinigaglia con nuovi ed originali riferimenti alla storia della frontiera adriatica.

Già in occasione della X Corsa del Ricordo, nata proprio nelle strade del quartiere su proposta dell’ASI (Associazioni Sportive e sociali Italiane) sostenuta dall’ANVGD di Roma, era stata inaugurata ancora vicino al Cippo dei Caduti giuliano-dalmati di via Laurentina una seconda panchina, dedicata a Nino Benvenuti, Abdon Pamich e Ottavio Missoni, esuli che tennero alto il nome dell’Italia e del popolo dell’Esodo nelle competizioni olimpiche.

Sabato 8 novembre, invece, le panchine collocate lungo Viale Oscar Sinigaglia sono state ufficialmente presentate in una nuova veste: dipinte in un azzurro che richiama il mare Adriatico e ciascuna con un riferimento alla Venezia Giulia, al Carnaro o alla Dalmazia. La panchina di Pola ad esempio è decorata da una targhetta che raffigura lo stemma cittadino e l’Arena, Fiume è rappresentata dalla Torre civica, Gorizia dal suo castello e così via.

«Si tratta di un progetto che ha avuto una lunga gestazione – spiega Simonetta Lauri, Presidente dell’A.S. Giuliana – ed è stato completamente autofinanziato dalle nostre associazioni: è un regalo al quartiere in cui siamo nati e cresciuti, portando nel cuore le terre che vengono qui rappresentate in maniera simbolica»

Marino Micich, Presidente della Società di Studi Fiumani, ha ben spiegato come queste panchine vadano ad arricchire l’offerta del Museo Diffuso che, grazie alla collaborazione con l’amministrazione comunale e municipale, sta diventando un percorso turistico e culturale particolarmente significativo: «Il Quartiere Giuliano-dalmata conferma il suo fervore culturale e porta la storia del confine orientale italiano alla conoscenza di tutti. La prima generazione dell’esodo ci ha trasmesso la consapevolezza dei lutti e delle tragedie che hanno causato l’Esodo, sta a noi adesso raccontare da dove veniamo»

«I nostri padri ci hanno però trasmesso anche tanta positività e la cultura di un mondo sradicato che si è trapiantato qui- ha aggiunto Donatella Schürzel, Presidente dell’ANVGD romana – Decorando queste panchine abbiamo voluto fornire una panoramica a 360 gradi su tutta la nostra area geografica di provenienza, riproducendo i monumenti che meglio la rappresentano. Ma ci sono anche i testi di alcune canzoni, come la rovignese “Vecia batana”, “Inno all’Istria”, “Oh, bella Dalmazia” e “Cantime Rita” per rappresentare Fiume, senza dimenticare “1947” di Sergio Endrigo con riferimento al nostro Esodo. Il canto è una componente importantissime del nostro mondo, che rappresenta unione, coesione, amicizia e solidarietà: nei nostri cori si sta insieme nella gioia e nel dolore, creando una sinergia ed una forza che puntano sempre ad andare avanti, a guardare con positività»

Giorgio Marsan, in rappresentanza dell’associazione socio-culturale Gentes, si è detto orgoglioso del cammino  compiuto dalla comunità giuliano-dalmata per i risultati ottenuti a partire dall’integrazione nel tessuto sociale romano: «Il continuo aggiungere di opere artistiche nel nostro quartiere rappresenta una vita che va avanti: non  si tratta solo di semplici targhe, è la rappresentazione di una storia unica e particolare che Roma ha dimostrato di saper accogliere»

Tra le autorità presenti, il Vicepresidente del Consiglio del IX Municipio Roma Capitale Pietrangelo Massaro ha ribadito la specificità del Quartiere Giuliano-dalmata rispetto ad altre periferie capitoline («Ci troviamo in un  contesto di eccellenza, in un quartiere vivo e che vive veramente, trasmettendo il ricordo in maniera costruttiva»), il professore Francesco Gui (ordinario di Storia moderna alla Sapienza) ha riconosciuto nella comunità adriatica un sano patriottismo declinato in un senso di appartenenza europeo, i rappresentanti della Città militare della Cecchignola hanno manifestato ancora una volta la loro vicinanza , Serena Ziliotto ha portato il saluto dell’Associazione Dalmati Italiani nel Mondo – Libero Comune di Zara in Esilio, Rita Tolomeo ha rappresentato la Società Dalmata di Storia Patria e Roberto Sancin l’Associazione dei Triestini e Goriziani a Roma, la quale ha partecipato al progetto finanziando le targhe dedicate ai due capoluoghi giuliani rimasti entro i confini italiani.

Benedicendo le panchine il parroco Don Mario ha dimostrato una volta di più il suo attaccamento alla comunità giuliano-dalmata («È stata per me una benedizione venire qui, conoscervi ed apprezzarvi»), mentre la fanfara dei Bersaglieri di Guidonia Montecelio ha dato un contributo prezioso alla cerimonia, attraversando il Viale di corsa ed eseguendo l’inno d’Italia all’inizio ed il “Va’ pensiero” alla fine, nonchè un vasto repertorio di canzoni patriottiche tra cui “Le ragazze di Trieste”.

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