L’indagine evidenzia un netto recupero della produzione (saldo a +65,4 punti), un dato che però risente del fisiologico rimbalzo post-estivo. Nonostante le macchine siano tornate a girare, la domanda rimane debole: gli ordinativi totali (-13,9 p.p.) ed esteri (-11,4 p.p.) restano in territorio negativo, alimentando la cautela per l’inizio del 2026.
Inflazione e Tassi: L’inflazione nell’Eurozona è scesa all’1,7%. La BCE mantiene i tassi al 2,0%, mentre la FED prosegue i tagli.
Criticità: La competitività delle imprese varesine è minacciata dall’euro forte (1,19 $/€) e dall’incertezza legata ai dazi USA e alle tensioni geopolitiche.
Crescita: Il PIL italiano e quello dell’Eurozona segnano entrambi un modesto +0,3% congiunturale.
Gomma-Plastica: È il comparto più dinamico, l’unico a registrare dati positivi sia nella produzione che negli ordini (interni ed esteri).
Metalmeccanico: Forte recupero produttivo nel trimestre (+81,9 p.p.), ma previsioni per il 2026 improntate alla prudenza a causa di ordini ancora scarsi.
Chimico-Farmaceutico: Stabilizzazione a consuntivo, ma con fortissimo ottimismo per il futuro (saldo previsionale +72,3 p.p.), nonostante una domanda estera attualmente molto debole.
Moda: Dopo un lungo periodo di crisi, mostra segni di stabilità produttiva, ma le prospettive per il 2026 rimangono molto negative (-42,1 p.p.).
Si registra una forte impennata della Cassa Integrazione: nel quarto trimestre 2025 sono state autorizzate quasi 5 milioni di ore, con un aumento del 172,1% rispetto al trimestre precedente. Il settore metalmeccanico è quello che ha pesato maggiormente su questo incremento, riflettendo un ricorso significativo alla componente straordinaria.
Le imprese sono prudenti. Il grado di utilizzo degli impianti è risalito al 76%, ma la scarsa tonicità del portafoglio ordini suggerisce un possibile rallentamento nel primo trimestre dell’anno nuovo, specialmente nei settori meccanico e moda.
