Sarà Fulminea la prima auto elettrica italiana

Da Tesla (Palo Alto, California) ad Automobili Estrema (Modena e Merano): sì, perché, anche l’Italia, grazie ad un intraprendente imprenditore sessantenne, Gianfranco Pizzuto, si appresta ad entrare nel promettente sviluppo delle vetture elettriche.

Uno dei limiti che finora hanno impedito la diffusione di questo genere di automobili è la densità di energia contenuta nelle batterie; e non a caso si parla tanto di autonomia per le vetture elettriche.

Tra le molte tecnologie in fase di sviluppo per superare questo problema una delle più promettenti risiede nell’utilizzo di celle agli ioni di litio allo stato solido ed è proprio in questa direzione che volge la propria attenzione Automobili Estrema, l’azienda fondata a Modena (con sede legale a Merano) da Pizzuto.

Come spiega lo stesso Imprenditore che, come tutte le persone creative e laboriose, usa poche incisive parole per descrivere un progetto che, per sua natura, è oggettivamente di grande rilevanza, «siamo dei piccoli produttori di veicoli elettrici ad alte prestazioni. Siamo nati nel 2020 traendo anche esperienza da Fisker Automotive che avevamo fondato, con altri, nel 2007, quando occuparsi di mobilità elettrica significava essere dei veri e propri pionieri».

Senza enfasi, ma con comprensibile amor proprio, Pizzuto fa capire che la hypercar “Fulminea”, così è stata chiamata la vettura che produrrà, «sarà il primo veicolo elettrico con omologazione stradale a utilizzare un pacco batterie ibrido (una novità assoluta), che combinerà ultracapacitori (super condensatori) con celle Li-ion allo stato solido prodotte da Avesta Battery Energy Engineering (Abee), una società di ingegneria specializzata in tecnologie energetiche per applicazioni automobilistiche e stazionarie fondata a Bruxelles, nel 2019, dal professor Noshin Omar».

La consegna delle prime “Fulminea” è prevista per la seconda metà del 2023 ed è frutto della holding Estrema-Abee Technologies nata poco tempo fa dalla fusione tra Automobili Estrema e Abee. L’aspetto rilevante dell’iniziativa del’Imprenditore meranese non è solo per l’azienda creata esclusivamente con le proprie forze, ma anche e soprattutto per il nostro Paese che da troppi anni ha trascurato d’investire nell’industria.

I posti di lavoro e quindi la ricchezza sono sempre merito degli imprenditori, piccoli o grandi che siano. Va dato atto ad Automobili Estrema di essersi dotata di tecnologia propria e di concentrarsi, da un lato, sullo sviluppo delle batterie e, dall’altro, su vetture ad alte prestazioni. Una specie di Tesla nostrana insomma che dovrebbe vedere entro Maggio la nascita nel modenese di una sede produttiva.

L’azienda è impegnata inoltre nella cosiddetta economia circolare delle batterie prevedendo anche il riciclo delle stesse, aspetto questo da non trascurare visto che a fine vita ci si porrà il problema di come smaltirle. Insomma un’eccellenza industriale destinata a produrre lavoro e benessere, se opportunamente sostenuta.

Pizzuto stima, in accordo con i partner, un investimento di 400 milioni di euro per i prossimi quattro anni. A regime Estrema-Abee darà lavoro a 400 persone e ad altre 1.200 nell’indotto (materie prime, attrezzature / strumenti produttori, trasporti, etc.). Importanti aziende produttrici di auto elettriche hanno manifestato interesse per il progetto.

Riusciamo ad immaginare che cosa avrebbe già fatto l’Imprenditore meranese se avesse avuto a disposizione un decimo dei soldi pubblici spesi per acquistare inutili banchi con le rotelle?

Nella foto: Gianfranco Pizzuto con la sua “Fulminea” (credit: Automobili Fulminea)

Alberto Comuzzi ©

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