Oggi, 2 Ottobre, La Monda (Arcisate) ricorda Irene Cattaneo

Oggi, 2 Ottobre, festa degli Angeli Custodi e dei nonni, la cooperativa agricola La Monda in Arcisate (vedi articolo qui sotto) ricorda Irene Cattaneo Vigevani (nella foto) a 25 anni dal giorno in cui ha lasciato la sua veste terrena. «Siamo felici, dopo tanto tempo, di riuscire a rivederci di persona », sottolineano gli organizzatori della giornata, «ma è necessaria ancora un po’ di attenzione perché tutto possa svolgersi al meglio».

Poiché sono in vigore le normative relative al Covid 19, per partecipare alla giornata ed accedere ai locali della fattoria, è necessario essere muniti del passaporto verde.

L’incontro prevede questo programma:

15.30 – 16.00 La Monda nel cuore 
16.00 – 17.00 accoglienza, merenda, esposizione
/ lavori di Irene e dei ragazzi
17.00 – 17.15
La dott.ssa Anna Rabbi ricorda Irene Cattaneo
17.15 – 18.00
“Le canzoni della luce” Parole e musica con Silvia Giorgi e Carla Taglietti

Nell’occasione sarà anche possibile prendere visione delle tante iniziative svolte e, per chi fosse interessato a sostenere quelle in corso e le altre in progetto, di annotare le coordinate bancarie alle quali fare riferimento:
IBAN: IT92G 03069 50676 100000001920 Banca Intesa SanPaolo
Intestazione: Cooperativa Agricola La Monda
Causale: La Monda nel Cuore quota 2021

La Monda, un modello di agricoltura ecosostenibile e d’integrazione sociale

Irene Cattaneo e suo marito, Dante Vigevani, studiosi di Antroposofia, acquistarono nel 1940 La Monda, una fattoria di poco più di 8 ettari nel comune di Arcisate, paese a metà strada tra Varese e Porto Ceresio.

Per anni quella casa e quei campi furono punto di riferimento culturale: vi soggiornarono personalità di spicco della cultura del tempo, che condividevano con Irene e Dante ideali artistici e un cammino di spiritualità.

Durante la guerra vi vennero ospitati molti bambini sfollati dai bombardamenti a Milano e i coniugi fecero ogni sforzo per far loro superare il trauma della guerra, riempiendo la loro vita con le meraviglie dell’arte. Questa splendida apertura al mondo sociale restò viva per tutta la durata del cammino terreno di Irene, insegnante di liceo sia a Varese che a Milano e poi attiva fra le fondatrici della Scuola Steineriana di Milano.

Dal 1996, poco dopo la morte di Irene e per suo espresso desiderio testamentario, La Monda è diventata una Cooperativa agricola biodinamica sociale Onlus, un nome che rivela che cosa sia e, soprattutto, che cosa faccia; in seguito la Cooperativa è diventata anche Fattoria Sociale, aprendosi a iniziative di formazione e inclusione sociale.

Sei anni dopo, nel 2002, sarebbe nata l’Associazione La Monda Ente per la pedagogia curativa e socioterapia antroposofica Onlus, che ha aperto diversi servizi per le persone con disabilità del territorio: comunità residenziali, appartamenti protetti e un servizio diurno di formazione all’autonomia rivolto ai più giovani.

Ciò che accomuna tutte queste iniziative è la fiducia nel potere risanatore dell’agricoltura biodinamica, sia nei confronti dell’equilibrio ecologico ormai compromesso, sia come seme per lo sviluppo di nuovi rapporti sociali.

La biodinamica permette di ripristinare e migliorare la fertilità della terra offrendo così alimenti salutari e ricchi dal punto di vista nutritivo. Inoltre il lavoro agricolo in cui tutti gli ospiti dei servizi sono coinvolti permette loro di sperimentare i propri talenti e di vivere la propria inclusione in un’attività piena di significato.

Conversando con i responsabili de “La Monda”, che insieme ad altri generosi sostenitori de La Monda hanno contribuito a far diventare reale il sogno di Irene Cattaneo, si ha immediatamente la percezione di trovarsi di fronte a figure di spiccata sensibilità umana che, come loro stessi ammettono, «molto avendo avuto, molto sentono il dovere di dare».

A La Monda operano una trentina di addetti impegnati nella produzione agricola e nell’assistenza a persone fragili. Regione Lombardia e Fondazione Cariplo non hanno fatto mancare il loro sostegno, soprattutto per gli investimenti che sono stati necessari alla ristrutturazione degli edifici.

La gestione dei servizi è finanziata attraverso le rette erogate dai servizi comunali e dalle famiglie, ma la salvaguardia della qualità dei servizi richiede sempre più risorse. Il negozio della cooperativa, che offre al pubblico i prodotti de La Monda, ha sempre più importanza nel bilancio e ha sensibilmente aumentato le entrate perché nel territorio si è diffusa l’attenzione ai temi di una sana alimentazione; anche questo però non è sufficiente a sostenere economicamente tutto il progetto.

Finora La Monda si è sostenuta attraverso la cospicua donazione di alcuni benefattori; e questo grande sforzo ha permesso la nascita e la crescita di tanti progetti. Il dono è e sarà sempre una componente fondamentale per lo sviluppo e la stessa vita di ogni iniziativa sociale.

Chi dona partecipa in prima persona a un progetto, testimonia la propria partecipazione emotiva, contribuisce a dare forma a un ideale: porta nel cuore il coinvolgimento nello sviluppo del proprio ambiente sociale.

Per raggiungere una piena autonomia dunque il dono è indispensabile, ma dovrà diventare una forma di finanziamento collettivo frutto della consapevolezza che il benessere generato dal risanamento della terra e dall’inclusione delle persone con disabilità si riverbera in tutto l’ambiente sociale.

I responsabili de “La Monda” parlano con grande trasporto dei progetti che hanno in animo di realizzare (la ristrutturazione di uno storico forno, l’ampliamento del negozio con le prelibatezze frutto della coltivazione biodinamica, l’intensificazione di corsi di formazione di agricoltori di prima generazione, l’impianto di un castagneto etc.), ma hanno ben presente le notevoli difficoltà da superare per mettere in sicurezza la fattoria e l’opera di assistenza a favore delle persone fragili.

Con uno sguardo concreto proiettato verso il futuro, essi sentono quindi l’esigenza di lanciare un appello perché nuove forze si affianchino a loro con la volontà di afferrare il testimone per proseguire la corsa intrapresa 25 anni fa.

In un quarto di secolo molto è stato realizzato, ora si tratta di conservare, accanto ai beni materiali, il tanto bene spirituale generato e irradiato.

Alberto Comuzzi ©

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