La Ode torna in mani italiane

La Ode di Esino Lario, con 80 milioni di fatturato, torna in mani italiane. Era stata venduta al Gruppo cinese Defond nel 2004, ma ora, grazie all’acquisizione da parte di un’altra azienda italiana, la Ceme di Trivolzio (Pavia), specializzata nella produzione di valvole e pompe, ridiventa un’eccellenza che aiuta la crescita del Pil italiano. 

Dal 1960 Ode S.r.l. (Officine di Esino Lario) progetta e produce linee complete di elettrovalvole per il mercato dei costruttori di macchine ed impianti ed è in grado di offrire soluzioni personalizzate di elevata qualità, adattabilità, affidabilità dei propri prodotti. In oltre 60 anni di attività l’azienda lecchese ha saputo sviluppare nuovi articoli richiesti da vari settori dell’industria come il vending, macchine caffè, autolavaggio, automazione, medicale, food&beverage, gestione acqua, chimico/petrolchimico. 

L’amministratore delegato di Ceme, Roberto Zecchi, in un’intervista a “Il Sole 24Ore”, ha confidato che «con l’integrazione di Ode  consolidiamo già 250 milioni: l’obiettivo è arrivare a circa 280 milioni entro la fine dell’anno attraverso linee  esterne e raggiungere la soglia dei 300 milioni l’anno prossimo. Inoltre molte attività che erano state portate in  outsourcing torneranno ad essere svolte all’interno dell’azienda».

I tanti guai portati nel mondo dal virus di Wuhan forse hanno fatto prendere coscienza all’Occidente che fidarsi della Cina sia stato un grave errore. Non si può sempre anteporre le logiche degli affari al rispetto della persona. Se gli italiani tornano a riappropriarsi delle proprie aziende non ricresce solo l’occupazione, aumentano la stima e il rispetto internazionale per il “made in Italy”.

È bastato mettere in un dicastero importante come quello dello Sviluppo economico un politico esperto e competente come Giancarlo Giorgetti per scoprire, nell’arco di un paio di settimane, che nella Brianza lombarda c’è il fior fiore dell’élite delle imprese farmaceutiche che sono in grado di produrre vaccini per gli italiani e per gli stranieri che li vorranno acquistare. Il nostro è un Paese con grandi risorse e capacità. Si tratta di individuarle e lasciarle esprimere, a cominciare dai vertici della politica e dell’economia.

Alberto Comuzzi ©

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