Industria varesina il primo trimestre conferma la crescita e il rilancio degli ordini

Ecco un riassunto strutturato dell’indagine congiunturale sull’industria varesina relativa al primo trimestre 2026. L’industria di Varese mostra una prosecuzione del recupero, sebbene con un’intensità minore rispetto al boom di fine 2025. Il saldo rimane positivo (+26,9%), con quasi la metà delle imprese (48,5%) in crescita. Tuttavia, l’utilizzo degli impianti scende lievemente al 74%. È il dato più significativo. Gli ordinativi totali passano da un saldo negativo a un robusto +32,6%, trainati anche dalla domanda estera (+20,9%). Questo balzo potrebbe dipendere dall’anticipazione di future criticità geopolitiche.

Nonostante i dati positivi, il clima è di forte incertezza a causa delle tensioni geopolitiche (Iran e Medio Oriente). Per il 61,5% delle imprese, l’impatto del conflitto sarà significativo e duraturo. Rincari energetici (87,2%), aumento dei costi logistici e di trasporto (74,4%) e contrazione della domanda estera. Oltre la metà delle aziende teme un forte calo del margine operativo a causa dei costi energetici.

L’andamento non è uniforme, evidenziando filiere in salute e comparti in sofferenza: Sono i motori del recupero. Il chimico-farmaceutico registra un saldo produttivo record di +72,3%, mentre la gomma-plastica vola al +93,8%. Mostra una normalizzazione dopo i picchi precedenti, ma beneficia di un portafoglio ordini molto solido (+41%), specialmente per aerospazio e meccanica. Resta il comparto più fragile. La produzione è in calo (-9,8%) e le previsioni per il prossimo trimestre sono pesantemente negative (-54,3%).

Si registra un quadro contrastante sulla Cassa Integrazione (CIG): la CIG ordinaria è in netto calo (circa -40%), segnale di una buona tenuta immediata. La CIG complessiva (includendo straordinaria e in deroga) subisce un’impennata drammatica: +140,2% rispetto a un anno fa, segnale di crisi strutturali in specifici ambiti, in particolare nel metalmeccanico.

Le previsioni per il secondo trimestre 2026 restano orientate alla stabilità, ma con una “lettura prudente”. L’inflazione (trainata dall’energia) e i tassi di interesse invariati della BCE creano un perimetro di rischio che rende difficile per il 46% delle imprese prevedere l’evoluzione dei prossimi 6 mesi.

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