A Varese ricordato l’esodo istriano-giuliano dalmata

Alla presenza di numerosi varesini e autorità, tra le quali il prefetto, dottor Salvatore Pasquariello, il generale di brigata Uberto Incisa di Camerana, comandane della Brigata di intervento rapido Nato, il colonnello Gianluca Piasentin, comandante provinciale dei Carabinieri Varese, monsignor Luigi Panighetti, prevosto di Varese, l’avv. Davide Galimberti, sindaco di Varese l’onorevole Matteo Bianchi, consigliere comunale, si è tenuta la presentazione del libro “Testimoni di un esodo” (Mimep Docete, pp. 174, € 12.00).

Del testo, scritto a quattro mani da Alberto Comuzzi e Donatella Salambat, entrambi giornalisti del quotidiano online Vareseinluce,

hanno parlato monsignor Ettore Malnati, vicario episcopale della diocesi di Trieste e il dottor Pier-Maria Morresi, presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Varese (Anvgd), coordinati dal giornalista Loris Velati di Malpensa 24.

Monsignor Malnati ha sottolineato come nel lavoro dei giornalisti varesini vi siano abbondanti tracce, rilasciate dai testimoni intervistati, della forte spiritualità istriana, giuliana e dalmata, aspetto su cui s’è a lungo soffermato.

Il dottor Morresi, con la cui testimonianza si apre il libro, ha avuto parole non prive di commozione nel ricordare la sofferenza di tanti italiani (350.000 secondo le statistiche) emigrati dal confine orientale negli anni dell’immediato dopoguerra.

Nella nostra città e paesi limitrofi hanno trovato accoglienza numerosi istriani, giuliani e dalmati; tutt’oggi gli iscritti all’ Associazione presieduta dal dottor Morresi sono un’ottantina.

La sala di un oratorio parrocchiale, quello di San Vittore, ha ospitato l’evento confermando, ancora una volta, come la Chiesa sia sempre aperta alla cultura e ancor di più quando questa si contamina con la sofferenza.

Salambat e Comuzzi in chiusura hanno ringraziato il promotore della presentazione, il dottor Angelo Luigi Monti, già presidente della Camera di Commercio e attualmente del Club Roburatoriani e tutti i presenti per il calore e la simpatia con cui è stato apprezzato il loro libro.

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