A Buguggiate il mistero della creazione con le opere dell’artista Christian Cremona

Presso l’Oratorio di San Giovanni Battista in Buguggiate, ‘luogo del cuore’ promosso dal FAI, Fondo Ambiente Italiano, si è svolta la mostra dell’artista Christian Cremona, in programma nei giorni 26 e 27 Giugno 2021, prima di una serie di 7 eventi che compongono la rassegna culturale “Dialoghi tra fede e cultura” organizzata da “Obiettivo Cultura” e Parrocchia di Buguggiate.

Dal piccolo oratorio ancora consacrato, edificato nel ‘600, nel nucleo più antico di Buguggiate e che rappresenta una preziosa testimonianza di tradizione, gli organizzatori hanno voluto che ripartissero le iniziative culturali, dopo la fase più critica della pandemia, con la proposta del tema di ‘fede e cultura’, realtà che devono comunicare e dialogare fra loro.

Per lo sviluppo della parte artistica della rassegna è stato invitato Christian Cremona, artista che da sempre approfondisce, mediante un proprio linguaggio espressivo, la tematica dello spirituale in rapporto con la materia, privilegiando in particolare la riflessione ‘artistica’ sul mistero della creazione: il titolo assegnato alla mostra dell’artista, già presente in esposizioni presso prestigiose location, è infatti “La luce tra spirito e materia”, che ben ne riassume le finalità artistiche e concettuali.

Con le 14 opere esposte in un ambiente di limitate dimensioni ma estremamente significativo per la comprensione delle medesime Christian riesce pienamente a coniugare arte e spiritualità, linguaggi artistici contemporanei con valori metastorici, motivazioni culturali assieme a testimonianze personali.

Anche i costanti colori delle diverse opere rafforzano l’intenzione tematica di fondo. Il contrasto a volte violento delle tonalità è strumentale per esprimere il mistero, fisico ma anche spirituale, di eventi che costituiscono la radice della nostra cultura e della nostra fede: i colori della creazione, affascinanti ma insieme drammatici; quelli rappresentativi di Cristo e di Maria, illuminati dalla luce del cosmo. Colori, luce, forme geometriche, come espressione, da una parte, dei contrasti che governano il mondo reale e quello spirituale, e dall’altra, confermano la bellezza estrema, estasiante, della perfezione dell’essere.

Durante la presentazione della mostra l’artista, sollecitato dai visitatori presenti, ha ‘spiegato’ alcune opere esposte, soffermandosi in particolare sull’opera al centro dello spazio espositivo: ‘Bereshit’ (titolo tratto dalla bibbia e significa ‘genesi’) è un ‘lavoro sulla forma’, il principio, la forma perfetta, la sfera al centro del cubo, il quale mostra di ‘aprirsi’ rivelando la forma interna, metafora di Dio che si apre al mondo.

Il concetto di perfezione è altresì rappresentato nell’altra opera intitolata “De divina proportione”, titolo che evoca il trattato di Fra’ Luca Pacioli sulle applicazioni della sezione aurea: la longilinea figura umana lignea inserita in un disco circolare (umanità) e in un triangolo (divinità).

L’opera “Eliyahu” (tratto dal profeta Elia) è una installazione composta da quatto elementi al centro dei quali compare una composizione circolare che, come rivela l’artista, rappresenta la potenza di Dio che regola la bellezza e il funzionamento degli elementi cosmici circostanti.

Abbiamo già citato l’utilizzo, da parte dell’artista, di linguaggi artistici contemporanei: tra essi Christian ci ricorda la land art, utilizzata a partire da metà del secolo scorso da tanti artisti americani ma anche italiani.

L’ambientazione naturale o inserita nel paesaggio esprime l’umano in accordo con la natura. E così alcune opere di Cremona esposte a Buguggiate (le due installazioni “Adamà”, la terra) richiamano tale linguaggio artistico per esprimere, ancora una volta, la figura del mistero della creazione e, nell’altra opera “Pietra d’angolo” la figura che rammenta “la pietra scartata dai costruttori è diventata testata d’angolo”.

Tale ‘densità interiore’, come dice l’artista stesso, viene espressa in altre opere, una delle quali dichiaratamente autobiografica. E’ l’opera “Regina della pace” (Madonna di Medjugorje), immagine acheropita, termine solitamente utilizzato per significare qualcosa di miracoloso, non fatto volutamente: nel caso dell’opera in argomento l’autore (se, in relazione a questa realizzazione, possiamo usare tale sostantivo senza contraddirci) rivela che essa è risultata senza che sia stato espletato il processo artistico-fotografico utilizzato per opere similari.

Se la fotografia è per Cremona il mezzo per indagare la
realtà delle cose, la tecnica utilizzata è la lavorazione al buio con strumenti che consentono spunti di luminosità e che in tal modo rafforzano, con certe tonalità, particolari contenuti e finalità espressive. Alla scuola di Caravaggio.

Franco Negri ©

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