Oggi abbiamo camminato 20 km, sino a Arzua ad Arca, erroneamente nota come O Pedrouzo, ultima tappa prima di Santiago. Sulla strada abbiamo incontrato dei volontari italiani che ci hanno invitato a partecipare alla Santa Messa tenuta da padre Fabio, noto sacerdote che da tredici anni assiste i pellegrini nel percorso spirituale.
Quando siamo arrivati nella chiesa principale (rinomata dai fedeli in quanto unica con una conchiglia simbolo del cammino dietro l’altare), lo abbiamo incontrato e ha chiesto a noi italiani di seguirlo per una celebrazione esclusiva che ha tenuto in un granaio del 1500.
Padre Fabio ci ha raccontato la storia del cammino di Santiago, nato come meta di pellegrinaggio per espiare gravi peccati a partire dal nono secolo. Solamente negli ultimi trent’anni è diventato un fenomeno di massa che attrae oltre 1 milione di persone l’anno. C’erano cinque regole non scritte del pellegrino: 1 il cammino si affronta in solitaria; 2 si rimane in silenzio dall’alba al tramonto; 3 si viaggia con estrema sobrietà (niente alcol nè alcun tipo di vizio); 4 si consuma un solo pasto al giorno; 5 eucaristia quotidiana.
Al termine della messa, il sacerdote ci ha regalato un filo di un cordino e, davanti a una immaginetta della Madonna che scioglie i nodi, ce lo ha fatto annodare a simboleggiare il nostro problema più grande. La tradizione vuole che se il nodo dovesse sciogliersi col tempo e con la grazia della Vergine, andrà riportato in questa chiesa. Dopo la preghiera alla Madonna dei nodi, ci ha congedato invitandoci alla celebrazione che terrà lui domani a Santiago.




