San Giovanni Paolo II e il numero 13

ll ricordo del papa venuto dall’Est è ancora vivissimo nel cuore e nella memoria di moltissimi. Chi non lo ricorda affacciato al balcone di San Pietro, uno sconosciuto cardinale di Cracovia, che salutava con un tono di voce robusta il popolo di fedeli romani. Oggi, 22 Ottobre, è la data del suo inizio di Pontificato (22 Ottobre 1978) e data di riferimento della sua canonizzazione.

La vita di san Giovanni Paolo II è stranamente legata al numero 13: il suo attentato avviene il 13 Maggio 1981 alle ore 17.00 così come l’apparizione della Madonna ai tre pastorelli di Fatima avviene il 13 maggio 1917 alle ore 17.00 (quest’anno ricorre il centenario). Anche quella suor Lucia che, afferrando il braccio dell’attentatore Alì Agca, ne permise la cattura, è morta all’età di 97 anni il 13 febbraio 2005 alle ore 17.00.

Ancora, il 13 maggio 1792 è la data di nascita di Papa Pio IX, uno dei pontefici più “vicini” alla figura di Wojtyla. “Segni” questi che metterebbero il Papa polacco in una luce particolare secondo coloro che annettono ai numeri vitale importanza. Esiste addirittura un termine, derivato dal greco, che accosta il “tredici” alla “paura”: la triscaidecafobia, cioè la paura irragionevole del numero 13, principalmente legata alla cultura popolare che sfocia in superstizione.

A far temere il 13 contribuisce anche una data: venerdì 13 Ottobre 1307, giorno in cui furono arrestati in massa i famosi Cavalieri templari, osteggiati dal re di Francia Filippo IV il Bello. Da allora, infatti, le maledizioni pronunciate dai templari torturati avrebbero fatto di questo giorno un dì di sventura.

Nulla di tutto ciò può essere accostato alla vicenda terrena di san Giovani Paolo II, il cui ricorrente numero 13 semmai può essere interpretato come “segno” di fortuna (che, tra l’altro, è ciò che contemplano diverse culture orientali, prime fra tutte quella cinese).

La storia ci dice che i ventisette anni di pontificato di San Giovanni Paolo II hanno attraversato scenari differenti e importanti: dalla guerra fredda, alla globalizzazione; dallo sgretolamento dell’Unione Sovietica ad un diverso ruolo della Chiesa a stare nel mondo.

Il progetto apostolico (per qualcuno “politico”) era ben presente, fin dall’inizio del suo pontificato, in papa Wojtyla. Nell’Europa dell’Est le parole pronunciate da san Giovanni Paolo II nella Messa del 22 Ottobre 1978 ebbero un effetto dirompente “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura!”.

Parole che hanno segnato la storia del Novecento in modo indelebile e che hanno trovato la loro piena attuazione lungo tutto il cammino di Wojtyla, non a caso fatto santo pochi anni dopo la sua morte; evento rarissimo nella storia della Chiesa.

Donatella Salambat ©

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