Con l’incontro “Nel nome di Dio? Tra crisi delle religioni e manipolazioni del potere”, l’Arcivescovo di Milano Mario Delpini ha inaugurato all’Università Cattolica l’edizione 2025 di BookCity Milano dedicata quest’anno al dialogo tra fede, cultura e società.
Accanto a lui la rettrice Elena Beccalli, il teologo Pierangelo Sequeri e la sociologa Cristina Pasqualini, con la moderazione del giornalista Roberto Righetto, hanno affrontato il tema di una fede che cambia volto, in un tempo di individualismo spirituale e crescente disaffezione verso le istituzioni religiose.
Beccalli ha sottolineato come il calo di chi si dichiara credente soprattutto tra le donne interroghi il mondo educativo: “Occorre aiutare le nuove generazioni a coltivare la dimensione spirituale come esperienza viva di speranza e giustizia non solo come trasmissione di riti”.
Delpini ha riflettuto sul rischio di ridurre Dio a una parola rassicurante o strumentale del potere “Ci si dimentica di Gesù, che è il volto vero di Dio: non un potente, ma colui che serve e che soffre. La fede non può essere un anestetico ma un incontro reale con il Signore”.
I dati presentati da Cristina Pasqualini per l’Osservatorio Giovani dell’Isituto Toniolo confermano la portata della crisi: tra il 2013 e il 2023 le giovani donne cattoliche sono passate dal 56 per cento al 32,7 per cento, mentre le atee sono raddoppiate. “E’ un esodo silenzioso iniziato con la generazioni delle madri e proseguito con le figlie”, ha spiegato la docente.
Il teologo Pierangelo Sequeri, autore del saggio “Addio a Dio” ha concluso: “Le religioni sono in crisi come visione del mondo, ma restano potenti come strumenti di coesione e di lotta. Dobbiamo però evitare la deriva del fanatismo e ritrovare l’ironia salvifica di Gesù”.
