Luino, riflessioni quaresimali don Cozzi traccia la via tra Nicea e la contemporaneità

In un’epoca segnata da quello che i teologi definiscono “ateismo semantico”, dove il sacro sembra scivolare via dal linguaggio quotidiano, Luino si ferma a riflettere sul volto del Trascendente. Presso il Santuario della Madonna del Carmine, la Comunità Pastorale ha ospitato un incontro quaresimale di alto profilo intellettuale e spirituale: “Quale Dio? Un nome senza volto o un mistero con molti nomi?”.

Ospite d’eccezione don Alberto Cozzi, teologo di fama internazionale, che ha saputo guidare il pubblico in un percorso tanto profondo quanto accessibile, capace di interrogare con la medesima forza credenti e non credenti.

L’intervento di don Cozzi ha preso le mosse da una ricorrenza storica fondamentale: il 1700° anniversario del Concilio di Nicea (325 d.C.). Con un approccio originale, il teologo ha invitato a riscoprire la preghiera del Credo non come una stanca formula liturgica o un atto burocratico, ma come un’esplosione di gioia e consapevolezza.

Analizzando le criticità della spiritualità contemporanea, il relatore ha messo in guardia dalle “storture” che spesso inquinano il rapporto con il divino: derive fideistiche che rinunciano alla ragione, visioni scientiste che la esasperano o approcci puramente filosofici che svuotano la fede del suo calore umano.

Il punto centrale della riflessione ha riguardato l’ateismo semantico: una condizione in cui la maggioranza delle persone vive etsi Deus non daretur (come se Dio non esistesse), non per ostilità, ma per una perdita di significato delle parole della fede. In questo contesto, don Cozzi ha sottolineato come la vera sfida sia una buona evangelizzazione, ben distante dallo sterile proselitismo, capace di proporre la fede come un “salto di qualità” verso il Trascendente.

La serata non è stata un monologo, ma un vero scambio. Il pubblico, numeroso e partecipe, ha animato il finale dell’incontro con domande puntuali, trasformando il Santuario in un laboratorio di pensiero vivo. Ne è emerso un ritratto di Dio che non è un’entità astratta, ma un mistero che interpella la libertà dell’uomo.

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